Buco dell’ozono: ecco i dati riguardanti il 2015

Il buco dell'ozono si è ingrandito, ma è stato più lento degli altri anni. Dal 2070 in poi capiremo se questo segna un miglioramento.

La notizia non è delle migliori, ma d’altronde quando si parla di buco dell’ozono sappiamo che non c’è niente da sorridere. Gli scienziati della NASA e la divisione delle Nazioni Unite, per l’organizzazione mondiale della meteorologia, hanno reso noti i dati riguardanti la situazione del buco dell’ozono nel 2015. Il buco dell’ozono sembra essersi ingrandito e aver raggiunto i 28.2 milioni di chilometri quadrati; i dati si riferiscono alla zona dove l’estensione è arrivata al massimo, cioè nel Nord America. Il dato che lascia intravedere uno spiraglio di luce è che quest’anno il buco dell’ozono sulla zona Antartica, la zona che ne subisce di più gli effetti, si è formato più lentamente.

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Buco dell’ozono: ecco i dati riguardanti il 2015

La situazione sicuramente è critica, ma, anche valutati i dati relativi al livello di ozono attuali, si spera in un recupero graduale del buco dell’ozono a partire dal 2070. Le nostre opere, dice uno degli scienziati coinvolti nello studio, il prof. Geir Braathen, devono essere volte ad abolire gradualmente l’emissioni chimiche, che hanno portato a questa lacerazione della stratosfera. Inoltre, ha ribadito il concetto che questi dati saranno negativi fino al 2025, dato che gli effetti dell’inquinamento agiscono anni e anni dopo. Solo dopo quella data, si potrà capire se la situazione del buco dell’ozono è realmente migliorata.

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