Scoperto e fotografato un misterioso tubo ‘gelatinoso’ nell’oceano

Bizzarra scoperta nelle acque australiane, un tubo lungo tre metri probabilmente composto da decine di migliaia di organismi o uova

Stanno facendo il giro del mondo le immagini della strana creatura scoperta nelle profondità oceaniche. Una sorta di tubo gelatinoso della lunghezza di tre metri e del diametro di un metro, che alcuni sub australiani hanno fotografato nelle acque del Quennsland, a Port Douglas, nel corso di un vero e proprio incontro ravvicinato che li ha lasciati letteralmente a bocca aperta. La creatura, dalla consistenza gelatinosa e dalle sfumature rosa, ha generato anche l’interesse della stampa e di numerosi biologi marini e scienziati in ogni parte del mondo poichè non è stato possibile identificarla subito: la scoperta ha generato un alone di mistero che però sembra essere stato risolto.

Le foto di questa particolare quanto enorme ‘massa’ realizzate dal sub Jay Winks hanno infatti permesso di identificarla: potrebbe trattarsi di una pyrosomatida, ovvero di una colonia composta da milioni di organismi trasparenti e luminescenti, noti anche come ‘corpi di fuoco’. Non si conosce ancora molto di queste rare creature che si trovano nell’oceano in formazioni chiamate anche “l’unicorno del mare”. La particolarità della formazione scoperta nelle acque australiani la rende però unica nel suo genere, molto diverse da quelle avvistate, ad esempio, nei mesi estivi nelle acque del Pacifico. Sembra che il riscaldamento dell’oceano stia facendole aumentare di dimensioni: inoltre, il tubo recentemente fotografato, potrebbe essere composto, ipotizzano alcuni ricercatori, non tanto da organismi già sviluppati quanto da uova.

Nella fattispecie potrebbero essercene tra le 20 e le 40mila, il che renderebbe l’avvistamento ancor più raro. Ad oggi sono queste le due principali ipotesi legate al ritrovamentro. Intanto il sub ne ha rivendicato la scoperta sottolineando di aver visto tante “cose strane in fondo al mare” ma che non gli era mai “capitato niente di simile in molti anni di immersioni”, e ha chiesto di potergli dare lui un nome.