Rara scultura della Dea Jyeshta scoperta tra la vegetazione: era in stato di abbandono

Una preziosa scultura della divinità venerata in passato ma con il tempo dimenticata perchè considerata ‘dea delle disgrazie’ è stata scoperta da uno storico esperto

Una straordinaria scultura in pietra della Dea Jyeshta risalente al periodo Chola è stata trovata in stato di abbandono lungo il muro esterno del tempio Oppilla Ambikai-Anandeeswarar ad Adanjur, nel distretto di Thanjavur. Si tratta dea delle cose infauste e delle disgrazie e viene considerata come la sorella maggiore di Lakshmi, la dea della fortuna e della bellezza. Appare nella tradizione indù già nel 300 aC e viene anche associata con l’accidia, la povertà, il dolore, la bruttezza e il corvo. A volte viene anche identificata con Alakshmi, un’altra dea della sventura. Il rilievo parzialmente nascosto alla vista è alto circa quattro piedi e largo tre. La dea è affiancata dal figlio Maanthan e dalla figlia Maanthi mentre sopra di lei vi sono un corpo ed una scopa.

Venerata nel Tamil Nadu in passato, poi evitata

Secondo il signor Maran, storico ed esperto di Tamil della Saraswathi Mahal Library nonchè autore della scoperta, questa Dea era venerata nel Tamil Nadu nei tempi antichi insieme ad altre divinità femminili. Tuttavia con il passare degli anni le persone hanno iniziato ad evitare questa divinità considerata infausta per le persone. In alcuni luoghi le statue di Jyeshta vennero addirittura sepolti con la faccia in giù. “Il culto di Jyeshta era in voga nello stato a sud dell’India e nel Karnataka tra il VII e il X secolo a.C.. Successivamente la divinità ha perso la sua gloria”, ha spiegato Maran sottolineando l’importanza di preservare questa scultura che rappresenta l’antica storia e tradizione Tamil.

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