Web3 e crypto, lo sviluppo continua a vele spiegate

nonostante il recente crollo delle criptovalute e del valore Dogecoin e non solo, gli sviluppatori crypto continuano a puntare sul Web3.

Crolla il mondo crypto ma non gli investimenti nel Web3

L’evoluzione tecnologica e digitale chiamata “Web3” è sempre di più una realtà e non solo per chi vuole comprare Dogecoin o acquistare Bitcoin. Questa è la nuova fase del mondo Internet e virtuale in generale, che prende ispirazione dai concetti dell’universo crypto e della blockchain come la decentralizzazione. Ed è un’innovazione che non rallenta, nonostante il recente crollo delle criptovalute.

Cosa significa Web3

È la terza fase del mondo digitale che si base su tre concetti fondamentali:

  • Decentralizzazione, quindi una tecnologia che funziona senza intermediari, un’autorità centrale o senza regole.
  • L’utente e la sua esperienza sono al centro, dato che possono partecipare al Web3. Per cui, è anche democratica.
  • Accessibilità, cioè questa evoluzione del Web è accessibile a tutti, anche a chi ha difficoltà economiche o di connessione.

Una delle caratteristiche peculiari del Web3 sono i risultati e i dati che vengono condivisi ed elaborati nel mondo digitale. Grazie a tecnologie come la blockchain o l’intelligenza artificiale, questa fase del Web sarà sempre più “umana.”

Tra le tante industrie che possono beneficiare di questa innovazione c’è quella delle criptovalute, dedicata a dettagli come il valore Dogecoin o a chi vuole comprare Bitcoin.

La relazione tra sviluppatori crypto e Web3

Questi due universi digitali sono interconnessi, anche attraverso invenzioni come il metaverso. Però, recentemente, il mercato delle criptovalute è crollato, impattando gli investimenti di chi vuole comprare Dogecoin e altre monete digitali. In generale, il valore delle criptovalute è diminuito nel 2022, ma il vero crollo è avvenuto qualche settimana fa.

Monete come il Bitcoin hanno perso un terzo del loro valore rispetto al 2021, mentre Ethereum (ETH) è sceso da 4.800 a $1100 e il valore Binance è sceso fino a $225. Un trend simile è stato registrato dalle compagnie di crypto e le piattaforme di exchange come Coinbase, che ha tagliato il 18% dei suoi dipendenti. Oppure la banca digitale Celsius che, in un momento di crisi, ha impedito ai suoi clienti di prelevare denaro. Dall’autunno del 2021, il valore del mercato delle criptovalute è sceso di quasi il 65%.

Nonostante questi cambiamenti e trend negativi, gli sviluppatori crypto e del Web3 non si sono fermati, per la speranza di chi vuole comprare Bitcoin e altre monete digitali. La comunità Ethereum continua ad essere la maggioritaria con oltre 2200 utenti, cioè la blockchain preferita dagli sviluppatori per nuovi progetti crypto. Questo perchè le possibilità future non sono solo nelle criptovalute, ma sono soprattutto nel potenziale della tecnologia blockchain.

Tanto che anche la compagnia tech Telegram sta dando il suo contributo allo sviluppo del Web3, come ha confermato il fondatore dell’app Pavel Durov. Tutto per integrare il crypto nell’esperienza degli utenti e di chi vuole comprare Dogecoin e per mappare identificatori leggibili, ad esempio gli indirizzi Ethereum e i metadati.

“Immagina quanto potrebbe avere successo Telegram con i suoi 700 milioni di utenti se mettessimo all’asta nomi utente @ riservati, link di gruppo e canale. Oltre a milioni di indirizzi t.me accattivanti come @storm o @royal, tutti i nomi utente di quattro lettere potrebbero essere resi disponibili per la vendita,” ha recentemente detto Durov.

Insomma, il crollo crypto non sembra aver influenzato le compagnie e gli sviluppatori del settore, che continuano ad innovare il Web3.