Il segreto dell’asteroide: un organismo killer ha preso il controllo della Terra dopo i dinosauri

Dinosauro con uova

Quando l’asteroide di Chicxulub si abbatté sulla Terra disintegrando i tre quarti delle specie viventi, l’oscurità permanente e il crollo delle temperature decretarono l’apocalisse dei dinosauri. Nel collasso globale dei regni vegetale e animale, tuttavia, un organismo specifico trovò le condizioni perfette per prosperare, banchettando sulla carne morente del pianeta: il regno dei funghi.

La microbiologa Rosanna Baker dell’Università Johns Hopkins, insieme al collega Arturo Casadevall, ha tracciato la mappa di questa colonizzazione preistorica analizzando i microfossili estratti dai bacini sedimentari del Colorado e del Nord Dakota. I campioni geologici, estratti dagli strati di roccia che segnano il limite tra il Cretaceo e il Paleogene, mostrano un picco di spore fungine superiore al 50% rispetto alla massa totale di materiale biologico vegetale. Una proliferazione massiccia che conferma come i funghi, organismi saprofiti specializzati nel digerire la materia organica in decomposizione, abbiano preso il controllo degli ecosistemi per un periodo compreso tra i 2.000 e i 10.000 anni dopo l’impatto.

Le analisi microscopiche indicano che i dominatori di questa Terra post-apocalittica appartenevano a linee evolutive ormai estinte del phylum Ascomycota, i cui parenti moderni più noti sono i tartufi, i spugnoli e i lieviti.

I dati geologici hanno però riservato una sorpresa. Il team ha individuato un secondo picco anomalo di spore, datato tra i 30.000 e i 10.000 anni prima della caduta del meteorite. Questa anomalìa temporale coincide con una fase di raffreddamento climatico globale innescata dalle violente e prolungate eruzioni dei Trappi del Deccan, l’immenso sistema vulcanico nell’attuale India. Le massicce emissioni di gas acidi e ceneri avevano già oscurato il cielo e stressato la biosfera, creando quell’ambiente freddo, buio e acido in cui le spore fungine si riproducono con maggiore efficacia.

L’esplosione dei miceli non ha rappresentato soltanto un indicatore di morte generalizzata. Gli scienziati ipotizzano che questo tappeto biologico abbia svolto un ruolo ecologico cruciale nel riciclo dei nutrienti bloccati nel terreno, ponendo letteralmente le basi chimiche per la rigenerazione della vita complessa.

C’è anche un risvolto evolutivo che riguarda i mammiferi. I piccoli antenati a sangue caldo dell’uomo possedevano temperature corporee elevate, una barriera naturale efficace contro le infezioni micotiche che invece decimavano i rettili a sangue freddo sopravvissuti all’impatto. In altri termini, la nube di polvere dell’asteroide ha tolto la luce solare alle piante facendole marcire; i funghi hanno invaso il mondo per migliaia di anni divorando i cadaveri dei dinosauri e i resti delle foreste, modificando la chimica del suolo e favorendo la diffusione dei mammiferi, gli unici in grado di resistere a un pianeta trasformato in una gigantesca serra di muffe e spore.

https://www.livescience.com/space/space-exploration/very-rough-day-blue-origins-new-glenn-rocket-explodes-in-gigantic-fireball-days-after-being-selected-for-nasa-moon-missions

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