Danimarca: uomo scopre nel suo giardino un tesoro vichingo di 1.100 anni contenente 18 kg di argento

Un cittadino di Rebild scopre per caso circa 700 reperti risalenti al X secolo: lingotti, dirham islamici e pendenti sacri rivelano il funzionamento delle prime "casaforti" Ponderali dell'era vichinga.

Danimarca: uomo scopre nel suo giardino un tesoro vichingo di 1.100 anni contenente 18 kg di argento

Torben Sarauw, responsabile del patrimonio culturale presso il museo Nordjyske Museer, ha analizzato il più grande tesoro di argento dell’Era Vichinga mai rinvenuto in Danimarca. Il ripostiglio, risalente a circa 1.100 anni fa, è riemerso nella municipalità di Rebild, nel Nord dello Jutland. Un proprietario di casa stava rimuovendo erba e sassi per pavimentare una terrazza quando la badilata ha urtato qualcosa nel terreno. Sotto la superficie giacevano 18,5 chilogrammi di argento articolati in circa 700 pezzi, tra cui lingotti, gioielli, frammenti di metallo lavorato e 47 monete integre o spezzate.

Una porzione consistente del deposito (320 oggetti per un peso di 6,4 chilogrammi) si trovava stipata all’interno di un vaso in terracotta, mentre il resto era sparso nella terra circostante. Il totale supera di quasi tre volte la massa del tesoro di Terslev, che fino ad oggi deteneva il record danese con i suoi 6,5 chilogrammi.

Tra i reperti spiccano un piccolo pendente a forma di martello di Thor e un lingotto d’argento recante un’incisione runica. La sequenza di caratteri sembra comporre la parola “hutu”, la cui interpretazione rimane incerta: potrebbe trattarsi di un nome proprio, di un marchio di proprietà o di una sigla identificativa. La datazione del deposito è stata circoscritta grazie alla numismatica. Il lotto include due penny d’argento anglosassoni coniati sotto il regno di Edoardo il Vecchio (899-924) e una moneta battuta a York tra il 921 e il 925, periodo in cui la città inglese si trovava sotto il dominio vichingo. La sepoltura dei beni è quindi collocabile nel pieno del X secolo.

La composizione del tesoro riflette una logica strettamente economica basata sul peso del metallo. L’analisi condotta dagli archeologi del Nordjyske Museer dimostra che molti lingotti, bracciali e frammenti si raggruppano secondo fasce di peso ben definite. Monete e monili venivano regolarmente tagliati, fusi o ridimensionati per raggiungere frazioni di massa precise. La fattura artistica di un bracciale cedeva il passo alla quantità grezza di argento, impiegato come mezzo di pagamento ponderale in una vera e propria cassaforte dell’epoca.

La presenza simultanea di dirham islamici e penny anglosassoni conferma la centralità del Nord Jutland nelle rotte commerciali a lungo raggio. L’area di Rebild non è nuova a simili contesti: già nel 1971 venne rinvenuto nelle vicinanze un deposito d’argento di 4 chilogrammi, mentre nel 2026 il cosiddetto tesoro di Rold ha restituito sei bracciali d’oro intatti per un peso complessivo di 762,5 grammi.

L’impossibilità di condurre uno scavo archeologico estensivo attorno all’area del ritrovo, oggi del tutto urbanizzata, impedisce di chiarire se il ripostiglio si trovasse vicino a un insediamento, lungo una via di comunicazione o in un luogo isolato. Il materiale è stato consegnato al Museo Nazionale della Danimarca per la classificazione come danefæ (bene d’interesse statale) in vista di una futura esposizione presso il Museo Vichingo di Fyrkat.

Il metallo prezioso nell’Europa del nord non serviva a mostrare lo status di chi lo indossava, ma viaggiava tagliato a pezzi tasca per tasca per comprare mercanzie su un mercato che andava dall’Inghilterra fino al Califfato abbaside.

https://www.zmescience.com/science/news-science/viking-silver-trove-40-pounds
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