Tartarughe giganti di Aldabra: alle Seychelles la stima sale a 183.000

Lo studio della Seychelles Islands Foundation e dell’Università di Exeter, pubblicato su Ecology and Evolution, ha stimato gli animali non osservati nei censimenti.

La popolazione di tartarughe giganti è aumentata.

Alle Seychelles vivono fino a 183.000 tartarughe giganti di Aldabra (Aldabrachelys gigantea), la popolazione più numerosa mai censita per questa specie, considerata a rischio di estinzione. Il dato emerge da uno studio della Seychelles Islands Foundation (SIF) e dell’Università di Exeter, pubblicato sulla rivista Ecology and Evolution. La nuova stima non indica necessariamente un aumento recente: suggerisce piuttosto che i censimenti precedenti non riuscivano a contare molti animali nascosti.

Alla fine del XIX secolo, la caccia e la perdita di habitat avevano portato queste tartarughe quasi all’estinzione: sull’atollo corallino di Aldabra ne restavano meno di 1.000. La ripresa è stata favorita dalla protezione dell’area, dichiarata riserva naturale integrale nel 1981 e Patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1982, e dall’eradicazione delle capre selvatiche invasive nel 2012. I dati usati nello studio sono stati raccolti nel corso degli anni dal personale della SIF, che vive e lavora sull’atollo.

«La presenza di oltre 180.000 tartarughe giganti che si muovono liberamente sul nostro atollo dimostra ciò che si può ottenere con un impegno di lungo periodo nella conservazione. È una notizia meravigliosa per le Seychelles, per il mondo e per tutti coloro che hanno lavorato per proteggere Aldabra», ha dichiarato Frauke Fleischer-Dogley, direttrice generale della SIF.

Per stimare la popolazione, i ricercatori della SIF e gli esperti di statistica dell’Università di Exeter hanno svolto quasi cinque anni di monitoraggio sul campo. Il conteggio è complicato dal paesaggio dell’atollo: tra coralli taglienti e vegetazione fitta, le tartarughe possono nascondersi sotto i cespugli, tra le mangrovie o all’ombra per ripararsi dal sole equatoriale. I censimenti precedenti, basati sul conteggio diretto degli animali, potrebbero quindi averne trascurati molti. La stima di 100.000 esemplari, spesso citata e risalente alla fine degli anni Novanta, potrebbe essere stata sottostimata proprio per questo motivo.

Per correggere il problema, il gruppo ha applicato il campionamento gerarchico bayesiano delle distanze, un metodo statistico che stima quanti animali non sono stati osservati nei diversi habitat. Il modello tiene conto sia delle praterie aperte, frequentate dalle tartarughe, sia della boscaglia più difficile da esplorare. Secondo i ricercatori, il risultato fornisce una stima più affidabile della popolazione, non la prova di una crescita improvvisa.

«Modellando ciò che non abbiamo visto, oltre a ciò che abbiamo osservato, abbiamo elaborato la base di riferimento più affidabile finora per questa specie simbolo delle Seychelles, definendo un parametro che potremo usare per monitorare la popolazione nei prossimi decenni», ha dichiarato Nancy Bunbury, coautrice dello studio.

La ripresa non elimina i rischi per le tartarughe e per il fragile ecosistema di Aldabra. L’innalzamento del livello del mare potrebbe sommergere gli habitat a bassa quota, mentre siccità più intense potrebbero ridurre le fonti di cibo e le zone d’ombra. Ratti e gatti invasivi, inoltre, predano le uova e i piccoli appena nati, più vulnerabili. È in corso un piano per eradicare i mammiferi invasivi rimasti, ma gli scienziati sottolineano che sarà necessario proseguire le misure di protezione. L’atollo rappresenta intanto un raro esempio di recupero della natura dopo un quasi collasso.

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Redazione Scienze Notizie
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