Mini-organi umani in orbita: cuore e cervello studiati sulla ISS

I modelli di tessuto, sviluppati dal Mount Sinai con NASA e Space Tango, viaggeranno sulla Stazione spaziale internazionale per studiare gli effetti di microgravità e radiazioni.

La ricerca della NASA sui chip di tessuto mira a esplorare gli effetti sulla salute umana e sulle malattie dei fattori di stress legati ai voli spaziali, come la microgravità e le radiazioni.

Sei mesi in orbita possono provocare cambiamenti nel corpo paragonabili, secondo alcune stime, a 10-20 anni di invecchiamento sulla Terra. Per capire meglio questi effetti, fino a 16 modelli in miniatura di cuore umano e organoidi cerebrali coltivati in laboratorio sono stati inviati alla Stazione spaziale internazionale (ISS): esposti alla microgravità e alle radiazioni spaziali, aiuteranno a studiare come reagiscono i tessuti.

I mini-organi sono partiti martedì con la 35ª missione Commercial Resupply Services (CRS-35), organizzata da NASA e SpaceX. Un razzo Falcon 9 è decollato da Cape Canaveral nelle prime ore del mattino, trasportando oltre 6.300 libbre di rifornimenti e attrezzature scientifiche diretti alla ISS. Tra i carichi a bordo della navicella Dragon c’erano i modelli biologici, frutto di una collaborazione tra il Mount Sinai, la NASA e l’azienda aerospaziale Space Tango.

Questi tessuti in miniatura, coltivati in laboratorio, saranno usati per osservare gli effetti dell’ambiente spaziale. La microgravità, cioè la condizione di gravità molto ridotta che si sperimenta in orbita, e le radiazioni possono alterare rapidamente i processi biologici. Studiare i modelli potrebbe aiutare a prevedere alcuni rischi per la salute degli astronauti durante le missioni di lunga durata e offrire un modo per indagare l’invecchiamento e le malattie legate all’età.

Space Tango ha inserito i tessuti in CubeLab, un laboratorio automatizzato in miniatura progettato per riprodurre alcune condizioni dell’ambiente corporeo. I ricercatori invieranno segnali elettrici per misurare le contrazioni dei modelli tridimensionali di cuore e valutare la loro risposta alla microgravità. L’ambiente orbitale può accelerare alcuni cambiamenti biologici, consentendo di raccogliere dati in tempi più brevi rispetto a quelli necessari sulla Terra.

I risultati potrebbero contribuire a orientare la ricerca su possibili trattamenti per malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson, oltre che per l’insufficienza cardiaca e la rigidità dei vasi sanguigni. Si tratta però di studi su modelli di tessuto: non dimostrano di per sé che eventuali terapie funzioneranno nelle persone.

La missione ha portato sulla ISS anche altri esperimenti e strumenti. Tra questi ci sono ricerche sulla produzione di retine artificiali in assenza di gravità, con l’obiettivo di ripristinare la vista; studi sulle malattie fungine delle colture, utili per la sicurezza alimentare; e attività di monitoraggio dei batteri resistenti agli antibiotici, i cosiddetti superbatteri. A bordo è arrivato anche un lettore di micropiastre, uno strumento per analizzare rapidamente marcatori di salute degli astronauti, insieme all’ultima coppia di pannelli solari iROSA, destinata a potenziare la rete elettrica della stazione.

«Le attività di ricerca e gli studi tecnologici condotti a bordo della stazione spaziale apportano benefici alle persone sulla Terra e gettano le basi per le future missioni dell’agenzia nello spazio profondo», ha dichiarato la NASA in un comunicato stampa.

La navicella Dragon dovrebbe attraccare autonomamente al modulo Harmony della ISS questo giovedì. L’equipaggio condurrà gli esperimenti per alcune settimane; in seguito, Dragon ripartirà con campioni di ricerca che richiedono tempi di conservazione rigorosi e dovrebbe ammarare al largo della costa californiana verso la metà di novembre.

I dati raccolti potrebbero aiutare a proteggere la salute degli astronauti nelle future missioni di lunga durata sulla Luna e su Marte. La ricerca potrebbe inoltre fornire indicazioni utili per studiare l’invecchiamento e le malattie sulla Terra, ma la sua portata dipenderà da ciò che gli esperimenti riusciranno effettivamente a mostrare.

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Redazione Scienze Notizie
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