La Terra supera i 40 °C in Spagna mentre il Mediterraneo si scalda

Le immagini del satellite Sentinel-3B dell’ESA mostrano le temperature della superficie terrestre e marina durante le ondate di calore europee del 2026.

Un’immagine termica multicolore dell’Europa meridionale che mostra le alte temperature in tutto il continente

Il 23 giugno 2026, in alcune zone della Spagna e del Nord Africa la superficie terrestre ha superato i 40 °C, mentre il Mediterraneo mostrava un marcato aumento delle temperature superficiali. A documentare il caldo è un’immagine realizzata con i dati del satellite Sentinel-3B dell’Agenzia spaziale europea (ESA), scelta per la rubrica settimanale «Earth from Space» da Simonetta Cheli, direttrice dei programmi di osservazione della Terra dell’ESA e responsabile dell’Istituto europeo di ricerca spaziale (ESRIN) a Frascati.

L’immagine è stata ottenuta con lo strumento SLSTR, acronimo di Sea and Land Surface Temperature Radiometer, che misura la temperatura della superficie terrestre e marina. Il rosso scuro indica valori superiori a 35 °C in gran parte della Spagna e in alcune aree di Francia e Italia; le macchie viola scuro segnalano picchi oltre i 40 °C in alcune zone della Spagna e del Nord Africa. Anche il Mediterraneo appare molto caldo. I colori, però, non rappresentano le stesse temperature sulla terraferma e in mare: per esempio, l’arancione corrisponde a circa 30 °C sulla terra e a circa 23 °C in mare.

Cheli ha sottolineato l’importanza di osservare insieme terra e mare durante gli eventi estremi, per coglierne meglio la portata. «Si vede il rosso in mare e si vede il rosso sulla terraferma, e credo che questo renda bene l’idea dell’ondata di calore che abbiamo vissuto tutti quest’estate», ha detto.

Cheli ha indicato questa immagine tra quelle che l’hanno colpita di più quest’anno. Di recente Live Science ha visitato l’ESRIN per vedere il nuovo supercomputer Space HPC, appena entrato in funzione, e ha intervistato la direttrice sull’osservazione della Terra. Per Cheli, le immagini satellitari legate ai cambiamenti climatici causati dall’uomo possono essere scoraggianti, ma mostrano anche quanto sia possibile osservare fenomeni altrimenti difficili da rilevare. «Mi fa pensare che possiamo fare molto al riguardo», ha detto. «Mi fa pensare che disponiamo di strumenti e, certamente, di capacità informative per sostenere, aiutare e anche sensibilizzare su questo tema».

Una foto del satellite Sentinel-3C in fase di lancio a bordo di un razzo a settembre
A settembre l’ESA ha lanciato il satellite Sentinel-3C a bordo di un razzo Vega, decollato dalla base di lancio dell’agenzia nella Guyana francese. Il satellite aiuterà l’agenzia a monitorare con ancora maggiore precisione i futuri eventi meteorologici estremi.

La capacità di monitorare gli eventi estremi dovrebbe migliorare con nuovi satelliti. A settembre l’ESA ha lanciato Sentinel-3C a bordo di un razzo Vega, decollato dalla base dell’Agenzia nella Guyana francese. Successore di Sentinel-3B, il satellite ha già acquisito le prime immagini della Terra e contribuirà a studiare con maggiore dettaglio le future ondate di calore.

Tra la fine di maggio e la metà di agosto, alcune aree europee sono state interessate da almeno cinque ondate di calore distinte, con temperature insolitamente elevate per tutta la stagione. «Direi che è stata l’estate più calda di sempre», ha affermato Cheli, che lavora per l’ESA da quasi 40 anni e ha descritto le ondate di calore di quest’estate come le più intense che ricordi.

A giugno la temperatura media del mese ha raggiunto i 20,7 °C, il valore più alto mai registrato nell’Europa occidentale, secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale. La media comprende anche le temperature notturne, e per questo è inferiore ai picchi diurni mostrati nell’immagine. Nel corso dell’estate, otto Paesi — Austria, Bielorussia, Cechia, Danimarca, Germania, Ungheria, Polonia e Slovacchia — hanno registrato, in momenti diversi, la temperatura della superficie terrestre più alta mai rilevata. In altri Paesi sono stati raggiunti record mensili o regionali.

Una foto di Simonetta Cheli accanto a un modello interattivo del globo
Simonetta Cheli dirige i programmi di osservazione della Terra dell’ESA e lavora per l’agenzia da quasi 40 anni. Ha descritto le ondate di calore di quest’estate come le più intense che ricordi.

Gli eventi estremi hanno provocato siccità diffuse, alcune ancora in corso, e contribuito a innescare diversi incendi boschivi, tra cui roghi particolarmente estesi in Francia. Secondo il Guardian, gli esperti stimano che le alte temperature abbiano causato almeno 35.000 decessi in eccesso in Europa, anche se il bilancio reale potrebbe essere molto più alto.

Le ondate di calore sono state associate a «cupole di calore»: aree di alta pressione che intrappolano l’aria calda sottostante, come un coperchio sopra una pentola d’acqua bollente. Questi fenomeni sono legati anche a temperature superficiali del mare più elevate. Il super El Niño in corso è iniziato a maggio e ha già portato a temperature record nell’Oceano Pacifico, ma secondo l’ESA non ha contribuito alle ondate di calore europee, che si inseriscono invece nelle recenti tendenze del riscaldamento globale. El Niño potrebbe tuttavia favorire eventi meteorologici più estremi quest’inverno in Europa e in Nord America.

Crediti immagine: Commissione europea.

Fonte: livescience.com

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