Nei cristalli di rame emergono confini interni che possono frenare la superconduttività

Il gruppo dell’Università di Warwick ha ricostruito per la prima volta la struttura interna di un cuprato. I confini tra le sue regioni sono centinaia di volte più ampi del previsto.

Illustrazione della levitazione di un superconduttore

Un cristallo di cuprato, un materiale a base di rame studiato per la sua capacità di diventare superconduttore, non è uniforme come si pensava: al suo interno è formato da regioni con disposizioni atomiche leggermente diverse. I confini tra queste zone sono centinaia di volte più ampi del previsto e potrebbero ostacolare il passaggio della corrente senza resistenza. La scoperta mette in discussione un’ipotesi alla base di circa quarant’anni di ricerche sui superconduttori a base di rame.

I cuprati possono condurre elettricità senza resistenza a temperature relativamente alte rispetto a quelle richieste da altri superconduttori, anche se restano molto basse. Capire come funzionano è importante per sviluppare possibili applicazioni, tra cui reti elettriche, scanner medici, computer quantistici e magneti più potenti di quelli oggi disponibili. La ricerca sui cuprati si inserisce nel più ampio studio dei materiali superconduttori.

La ricerca è stata condotta dal Dipartimento di Chimica dell’Università di Warwick in collaborazione con l’European Synchrotron Radiation Facility (ESRF), in Francia. Il gruppo ha esaminato il cristallo con la diffrazione a raggi X tridimensionale a scansione: una tecnica che, in modo simile a una TAC, permette di ricostruire la struttura interna, ma mappando la disposizione degli atomi. Per la prima volta, i ricercatori hanno ottenuto un’immagine tridimensionale delle zone più profonde del materiale e individuato variazioni strutturali in tutto il suo volume. Lo studio è stato pubblicato il 17 settembre 2026 su Physical Review Letters.

Ricostruzione a raggi X 3D di un superconduttore cuprato
Ricostruzione a raggi X 3D che mostra regioni con strutture cristalline diverse in un materiale superconduttore cuprato 214. Le regioni scure presentano la struttura prevista, mentre quelle più chiare mostrano una struttura diversa. Le regioni di confine tra le due hanno una larghezza di circa 150 nm.
Professor Mark Senn / University of Warwick

L’analisi è stata resa possibile da un aggiornamento dell’ESRF costato 150 milioni di euro. Secondo i ricercatori, la tecnica potrebbe essere usata anche per studiare altri materiali e capire meglio come la loro struttura interna ne influenzi le proprietà.

Il gruppo ritiene che questa complessità nascosta possa essere comune ai cuprati e forse presente anche in materiali affini, studiati per la superconduttività a pressioni estreme. Tuttavia, la possibilità che i confini interni frenino la superconduttività è un’interpretazione dei risultati, non una conclusione valida per tutti i materiali della famiglia.

«Da quarant’anni si presume che questi materiali siano uniformi in ogni loro parte, e quasi tutta la teoria si basa su questa rappresentazione. Abbiamo dimostrato che non è così. Il cristallo è fondamentalmente un mosaico, con una struttura disomogenea e regioni di confine insolitamente ampie, che probabilmente ostacolano la superconduttività anziché limitarsi a coesistere con essa», ha dichiarato Mark Senn, professore del Dipartimento di Chimica dell’Università di Warwick e responsabile dello studio.

«Questo potrebbe spiegare perché alcuni materiali funzionano meglio di altri e significa che sarà necessario reinterpretare alcune misurazioni già effettuate su campioni massivi e sviluppare modelli teorici futuri che tengano conto di questa complessità strutturale», ha aggiunto Senn.

Lo studio, intitolato «Giant Domain Walls and Intrinsic Heterogeneity in 214 Cuprate Superconductors», è firmato da Evie Ladbrook, Jon P. Wright e Mark S. Senn. DOI: 10.1103/r62x-kt5j. Google · Google News

Fonte: scitechdaily.com

Condividi l'articolo
Redazione Scienze Notizie
Redazione Scienze Notizie

La Redazione di Scienze Notizie seleziona ogni giorno le scoperte e gli studi più interessanti pubblicati da riviste scientifiche, università, agenzie spaziali e testate internazionali, e li racconta in italiano in modo chiaro, con la fonte citata in fondo a ogni articolo. I testi sono preparati e controllati attentamente dalla redazione prima della pubblicazione. Hai trovato un errore? Scrivici: lo correggiamo.