Scoperta delle impronte di dinosauri in Alaska

Un tesoro di impronte di dinosauri di 100 milioni di anni fa scoperto in Alaska rivela un ecosistema antico e climi passati, offrendo nuove prospettive sulla vita preistorica.

Orme di dinosauro
Le ondulazioni nella pietra sono interpretate come impronte di dinosauro in sezione trasversale. (Immagine cortesia di Fiorillo et al., Geosciences 2024.)

Un’enorme scoperta scientifica è stata effettuata nel nord-ovest dell’Alaska: un vasto tesoro di impronte di dinosauri, datate a circa 100 milioni di anni fa, è stato rinvenuto nel Bacino di Coke della Formazione Nanushuk. Questo straordinario ritrovamento, avvenuto durante le escavazioni condotte tra il 2015 e il 2017, ha portato alla luce circa 75 siti contenenti non solo impronte di dinosauri, ma anche piante fossilizzate, tronchi d’albero e altre prove della presenza di questi antichi rettili.

L’autore principale dello studio, Anthony Fiorillo, ha descritto il luogo come un vero e proprio paradiso di impronte di dinosauri, con un tratto di antica foresta lungo 365 metri, completo di alberi eretti, foglie cadute e feci fossilizzate. L’ambiente era così ben conservato che è stato possibile identificare con precisione i tipi di dinosauri che vi si aggiravano. In particolare, il 59% delle impronte apparteneva a dinosauri erbivori bipedi, seguiti dagli erbivori quadrupedi al 17%, mentre gli uccelli rappresentavano il 15% e i dinosauri carnivori bipedi il 9%.

Orme di teropodi
Orme di teropodi.
Immagine cortesia di Fiorillo et al., Geosciences 2024.

Le scoperte nella Formazione Nanushuk non solo forniscono preziose informazioni sui dinosauri presenti in Alaska nel medio Cretaceo, ma potrebbero anche aiutare a comprendere meglio la migrazione animale di circa 100 milioni di anni fa. Inoltre, potrebbero gettare luce sul clima di quel periodo, offrendo spunti utili per affrontare le sfide climatiche attuali.

Orme di teropodi aviani
Orme di teropodi aviani.
Immagine cortesia di Fiorillo et al., Geosciences 2024.

Uno degli aspetti più interessanti emersi dalle analisi è la rivelazione che la regione dell’Alaska era molto più umida durante il medio Cretaceo, con una media di 178 centimetri di pioggia all’anno. Questo dato è in linea con il modello globale associato al Massimo Termico del Cretaceo, quando le temperature medie globali erano notevolmente più alte rispetto ad oggi.

Il coautore del lavoro, il Professore Paul McCarthy, ha sottolineato che il medio Cretaceo rappresentava il periodo più caldo di quell’era e che la Formazione Nanushuk offre uno spaccato di come fosse un ecosistema ad alta latitudine in un clima più caldo sulla Terra. Inoltre, l’analisi degli isotopi del carbonio di alcuni campioni di legno ha permesso di stabilire che la regione si trovava circa 10-15 gradi di latitudine più a nord nel medio Cretaceo rispetto alla sua posizione attuale.

Questa straordinaria scoperta non è stata l’unica di recente in Alaska: l’anno scorso è stata rinvenuta una serie di impronte verticali nel Parco Nazionale Denali, soprannominate dai ricercatori “colosseo dei dinosauri”. Questi ritrovamenti aprono nuove prospettive sulla conoscenza dei dinosauri e dell’ambiente in cui vivevano, offrendo spunti di riflessione anche sulle condizioni climatiche del passato e del presente.

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