I meteorologi del Servizio Meteorologico del Cile (DMC) e i ricercatori dell’Università del Cile hanno registrato un evento atmosferico estremo che ha stravolto il profilo climatico del deserto di Atacama. Un’intensa massa d’aria fredda di origine polare, associata a un minimo depressionario in quota (nucleo freddo isolato), ha spinto precipitazioni torrenziali e nevicate eccezionali su una delle regioni più aride del pianeta. I rilevamenti effettuati nelle stazioni meteo della regione di Antofagasta e Atacama attestano l’accumulo di diversi centimetri di neve a quote insolitamente basse, trasformando il paesaggio iper-arido in una distesa bianca visibile dai satelliti meteorologici. L’aria gelida in quota ha cortocircuitato il sistema deserto.
L’anomalia ha generato un impatto immediato e violento sull’infrastruttura territoriale. Le piogge battenti — cadute su terreni argillosi e aridi privi di capacita drenante — hanno scatenato imponenti colate di fango e straripamenti improvvisi (alluvioni lampo) nei letti dei fiumi solitamente in secca. I centri urbani della regione, inclusa la città di Copiapó e diversi insediamenti minerari dell’entroterra, hanno subito l’interruzione delle vie di comunicazione stradali, black-out elettrici e l’isolamento di intere comunità a causa delle frane di detriti scese dai versanti andini. L’acqua non trova assorbimento sul suolo di pietra.
Il fenomeno rientra nel quadro della crescente instabilità climatica che interessa la fascia costiera del Pacifico meridionale. Sebbene il deserto di Atacama riceva storicamente medie precipitazioni annue inferiori ai 3 millimetri, l’ingresso improvviso di aria polare ad alta quota spezza la barriera d’inversione termica tradizionale. L’evento ha costretto le autorità nazionali di soccorso (SENAPRED) ad attivare l’allerta rossa per il rischio idrogeologico imminente, bloccando persino le operazioni in alcuni dei principali giacimenti rameiferi dell’area. In pratica un’ondata di gelo polare ha rovesciato pioggia e neve su una distesa di pietra secca che non sa assorbire l’acqua, trasformando il deserto più arido del mondo in una trappola di fango e ghiaccio.


