Gli scienziati stanno producendo cemento con escrementi umani, ottenendo un materiale più resistente del 42%

I ricercatori sostituiscono parte del cemento con biochar ottenuto da fanghi di depurazione: i blocchi risultano più resistenti e densi.

Gli scienziati stanno producendo cemento con escrementi umani, ottenendo un materiale più resistente del 42%

Un team guidato dal docente di ingegneria civile Raghuvesh Tiwari della Manipal University Jaipur ha individuato una soluzione singolare per migliorare le prestazioni dell’edilizia moderna riciclando uno degli scarti meno nobili in circolazione. L’idea poggia sull’impiego dei fanghi fecali trattati negli impianti di depurazione, convertiti tramite pirolisi a temperature comprese tra i 350 e i 450 gradi in una polvere fine nota come biochar. Questo materiale è stato utilizzato per sostituire quote percentuali di cemento (pari al 5, 10 e 15 percento) nell’impasto tradizionale.

I risultati delle prove di laboratorio, pubblicati su Scientific Reports, indicano che la presenza di biochar incrementa la resistenza meccanica del blocco durante la fase di stagionatura. I test condotti a 91 giorni dalla colata mettono in luce che l’impasto con una sostituzione del 10 percento registra un aumento del 21 percento nella resistenza alla compressione e un picco del 42 percento nella resistenza alla flessione rispetto alle miscele standard.

Il meccanismo chimico dietro questo incremento richiama l’azione pozzolanica sfruttata nell’antichità dal calcestruzzo romano. La struttura microscopica del biochar, estremamente porosa, agisce da riserva d’acqua interna: le micro-cavità rilasciano gradualmente l’umidità necessaria a sostenere le reazioni di idratazione del cemento nel tempo. Allo stesso tempo, le particelle più sottili riempiono i vuoti dell’impasto rendendo la matrice finale visibilmente più densa al microscopio.

Prospettive e limiti restano ancorati alla fase di sperimentazione: le miscele al 15 percento mostrano infatti un decadimento delle prestazioni meccaniche, segnando un limite invalicabile alla percentuale di scarto riutilizzabile. Saranno necessarie ulteriori verifiche per valutare il comportamento di queste strutture esposte a cicli di gelo e disgelo, sbalzi termici o contesti ad alta salinità, oltre a una stima puntuale dell’impatto sull’impronta di carbonio della filiera produttiva.

https://www.sciencealert.com/scientists-are-making-concrete-with-human-poop-and-it-gets-42-stronger

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