La Germania sta costruendo il più grande sistema di laghi artificiali al mondo. Sarà grande quasi come il Lago di Como

Dalle cicatrici dell'estrazione carbonifera alla rinascita idrica: il completamento del distretto lacustre della Lusazia come modello globale di riconversione ambientale.

Nel cuore dell’Europa centrale, tra i confini della Sassonia e del Brandeburgo, sta prendendo forma un esperimento di ingegneria ambientale e paesaggistica senza precedenti. La regione della Lusazia (Lausitz), storicamente definita dalle cicatrici profonde dell’estrazione intensiva di lignite, sta completando la sua transizione verso quello che diventerà il più vasto comprensorio di laghi artificiali del continente. Questo ambizioso progetto di rinaturazione, coordinato dalla società statale LMBV (Lausitzer und Mitteldeutsche Bergbau-Verwaltungsgesellschaft), mira a convertire ventisei ex miniere a cielo aperto in un ecosistema acquatico integrato.

Il completamento di questa infrastruttura verde, previsto nelle sue fasi cruciali per l’aprile 2026, darà vita a una superficie d’acqua complessiva di circa 144 chilometri quadrati, una dimensione paragonabile a quella del Lago di Como. L’obiettivo non è meramente estetico: l’intervento rappresenta una risposta strutturale alla deindustrializzazione carbonifera, volta a stimolare una nuova economia basata sul turismo sostenibile, lo sport acquatico e la conservazione della biodiversità.

La peculiarità tecnica del “distretto dei laghi della Lusazia” risiede nella connettività. A differenza di bacini isolati, molti di questi laghi sono messi in comunicazione da canali navigabili che permetteranno a imbarcazioni da diporto di attraversare l’intera regione. Entro il 29 giugno 2026, un importante traguardo collegherà i laghi Senftenberg, Geierswald, Partwitz, Sedlitz e Großräschen, creando un’area navigabile continua di circa 5.000 ettari.

Tale processo di allagamento, iniziato per alcuni bacini già negli anni ’70 ma accelerato dopo la riunificazione tedesca, richiede una gestione idrica estremamente sofisticata. Per contrastare l’acidificazione tipica dei terreni post-minerari — causata dall’ossidazione della pirite e della marcassite — le autorità impiegano tecniche di neutralizzazione massiccia, come l’apporto di calcare, per stabilizzare il pH delle acque e renderle idonee alla vita acquatica e alla balneazione.

Nonostante il successo ingegneristico, il progetto deve confrontarsi con le nuove variabili imposte dal cambiamento climatico. Le prolungate siccità degli ultimi anni hanno ridotto la disponibilità d’acqua dai fiumi vicini, come la Sprea, rallentando il riempimento di alcuni bacini. Inoltre, l’evaporazione su una superficie così vasta pone interrogativi sulla gestione del bilancio idrico regionale a lungo termine.

L’investimento complessivo ha già superato i 14 miliardi di euro a livello nazionale, di cui circa la metà destinati esclusivamente alla Lusazia. Queste risorse hanno permesso non solo la stabilizzazione geologica dei terreni, ma anche la creazione di habitat per specie rare e la costruzione di infrastrutture turistiche all’avanguardia.

In sintesi, la Germania sta trasformando vecchie e profonde cave di carbone in una enorme rete di laghi artificiali. Dove un tempo c’erano polvere e macchinari pesanti, oggi l’acqua sta riempiendo il paesaggio, creando un distretto turistico grande quasi quanto il Lago di Como. Questo processo, che si concluderà in questi giorni del 2026, serve a riparare i danni ambientali fatti dalle miniere e a offrire alla regione una nuova vita basata sul turismo e sulla natura, pur dovendo gestire con attenzione la pulizia dell’acqua e la scarsità di pioggia causata dal clima che cambia.

Euronews Earth – “Almost like Lake Como: Germany transforms former coal mines into Europe’s largest lake landscape” (Aprile 2026).