Un programma di 24 settimane basato su una dieta da 800-900 calorie al giorno e attività fisica strutturata ha portato in remissione il diabete di tipo 2 in 27 dei 50 partecipanti che lo hanno seguito: oltre la metà. Nel gruppo di controllo, che ha continuato la vita abituale, la remissione è stata raggiunta da due persone. I risultati, ottenuti senza farmaci ipoglicemizzanti, riguardano persone con diabete di tipo 2 a esordio precoce e obesità.
Lo studio randomizzato è stato condotto in tre centri in Canada e nel Regno Unito su 96 partecipanti di diverse etnie, che non seguivano una terapia insulinica. L’età media era di 38 anni. La ricerca, guidata da Kaberi Dasgupta della McGill University, in Canada, è stata pubblicata su The Lancet Regional Health – Americas.
Il diabete di tipo 2 a esordio precoce viene in genere diagnosticato a 45 anni o prima e tende a progredire più rapidamente rispetto a quello che compare più avanti nella vita. Nei pazienti più giovani, i livelli di glucosio possono peggiorare più in fretta e il rischio di complicanze precoci e di morte è maggiore. Tuttavia, gli interventi sullo stile di vita possono offrire la possibilità di migliorare la salute. Nelle persone con prediabete, per esempio, alimentazione e attività fisica possono ridurre fino al 58 per cento il rischio di sviluppare la malattia.
Nello studio, circa metà dei partecipanti è stata assegnata casualmente al gruppo di intervento e l’altra metà al gruppo di controllo. Il programma prevedeva due sessioni settimanali supervisionate di attività aerobica e allenamento di resistenza, cioè esercizi che rafforzano i muscoli, oltre a una sessione settimanale svolta in autonomia. Dopo 12 settimane di dieta ipocalorica e allenamento, i partecipanti sono passati a un’alimentazione pensata per mantenere il peso e hanno continuato a esercitarsi da soli per altre 12 settimane. La loro salute è stata monitorata durante tutto il percorso.
Oltre alla remissione, il gruppo di intervento ha ottenuto una riduzione significativa della massa grassa, preservando però massa e forza muscolare. Sono migliorati anche diversi indicatori cardiovascolari: la capacità respiratoria in rapporto alla massa corporea è aumentata del 10,3 per cento, mentre pressione arteriosa e frequenza cardiaca a riposo sono diminuite. Il ventricolo sinistro, la camera del cuore che pompa il sangue nel resto del corpo, mostrava una forma e una struttura più sane rispetto a quello del gruppo di controllo. Nei questionari, i partecipanti hanno inoltre riferito meno disagio legato al diabete e una migliore qualità della vita.

«I nostri tassi di remissione si collocano nella fascia alta di quelli riportati finora in letteratura per studi di durata simile», scrivono gli autori. Secondo il gruppo, i risultati rafforzano il potenziale degli interventi sullo stile di vita nel «favorire una remissione clinicamente significativa» e mostrano «per la prima volta che questi effetti possono essere ottenuti in una popolazione multietnica con diabete di tipo 2 a esordio precoce, grazie alla combinazione di una dieta a basso contenuto energetico e un programma strutturato di attività fisica».
La durata limitata dello studio, 24 settimane, non permette però di stabilire quanto a lungo si mantengano i benefici. Non è chiaro neppure quale contributo abbiano dato, separatamente, la dieta e l’esercizio fisico. Studi precedenti hanno valutato diete ipocaloriche per la remissione del diabete di tipo 2 a esordio precoce, ma puntare soltanto sulla perdita di peso potrebbe comportare anche una riduzione della massa muscolare.
I muscoli sono importanti per la salute metabolica: rappresentano il principale sito in cui viene smaltito il glucosio e contribuiscono in modo rilevante alla risposta dell’organismo all’insulina. Alcuni studi suggeriscono inoltre che un eccessivo accumulo di grasso nei muscoli possa interferire con la segnalazione insulinica. Per capire quale sia il ruolo dei diversi interventi, gli autori propongono che le ricerche future assegnino casualmente i partecipanti a una dieta ipocalorica, a un programma di attività fisica oppure alla combinazione dei due.
«I nostri risultati indicano che è possibile preservare la massa magra e muscolare anche con una rapida perdita di peso», concludono i ricercatori. «Preservare i muscoli durante la perdita di peso finalizzata alla remissione potrebbe avere importanti implicazioni per la salute metabolica a lungo termine, la funzionalità fisica e l’evoluzione della malattia. Questo aspetto va esaminato in uno studio di più lunga durata».


