Era glaciale in arrivo nel 2030…ma per favore! Stop allo stupro dell’informazione scientifica

Si sta diffondendo a macchia d’olio la notizia relativa ad una presunta era glaciale a seguito di un minimo di Maunder (episodi che comunque si sono verificati in passato e possono verificarsi di nuovo in futuro senza problemi) atteso nel 2030, il tutto corredato da presunte informazioni e studi scientifici affidabili. Dopo lo scandalo dell’asteroide che colpirà la Terra, un nuovo stupro scientifico è in atto sulle prime pagine dei principali quotidiani internazionali. 

Tra sciacallaggio, accalappiaclick, ignoranza ed eccessiva libertà di manifestare le proprie errate opinioni e di poter influenzare quelle altrui (come per il fenomeno delle scie chimiche, al quale ogni volta che ci penso non so se ridere o piangere, ma poi mi rendo conto che queste persone hanno il mio stesso diritto di voto e allora mi rendo conto della tragedia), la notizia non ci ha messo molto a diventare virale. Il tutto è nato da un comunicato della Royal Astronomical Society inglese, uno degli enti scientifici più illustri nel campo scientifico mondiale, e trattandosi di un comunicato in lingua inglese non ci è voluto molto per omettere qualche dettaglio che avrebbe reso la teoria meno catastrofica, magari dando la colpa al traduttore di Google o facendo tutto apposta. 

I protagonisti dello stupro scientifico del momento sono tre: il Sole, gli effetti sul clima nell’immediato, l’era glaciale finale, ma chi studia il Sole sa benissimo che quella che ci si trova a compiere ogni giorno è una sfida di grande responsabilità e difficoltà, anche perchè la serie storica del Sole è troppo breve e frammentaria da poter essere presa per elaborare un modello a lunga gittata, eppure siti non idonei alla pubblicazione di articoli specialistici si lanciano in campagne esasperate volte al disastro con una facilità disarmante. Qualche passo avanti è stato fatto con l’introduzione di un nuovo modello proposto dalla dottoressa Valentina Zharkova della Northumbria University, che ha presentato alla Royal Society il risultato del suo lavoro, ovvero la presentazione di un modello che studi le due dinamo che generano il campo magnetico solare, in grado di sfruttare cicli della durata di circa 10 anni. 

Era glaciale in arrivo nel 2030...ma per favore! Stop allo stupro dell'informazione scientifica - fonte "Chi ha paura del buio?"

Era glaciale in arrivo nel 2030…ma per favore! Stop allo stupro dell’informazione scientifica – fonte “Chi ha paura del buio?”

Utilizzando questo nuovo modello previsionale del Sole è stato permesso di comprendere l’attività della nostra stella con notevole affidabilità dal 1978 ad oggi, e per questo motivo sta godendo di grande popolarità nel mondo scientifico. Grazie ad esso, si legge negli studi della dottoressa Zharkova e della Royal Astronomical Society che tra il 2030 ed il 2040 c’è la possibilità di una drastica riduzione dell’attività solare, ovvero una fase di spotless, dato che il Sole potrebbe ridurre la sua attività tra il 50 ed il 60%, cose che capitano spesso, solo che in quel decennio il calo dell’attività potrebbe essere molto duraturo e portare al Minimo di Maunder. 

Un piccolo dettaglio però, e che evidenzia ancora una volta come il campo giornalistico sia preso in ostaggio da persone inesperte che godono dell’eccessiva libertà di parola e stampa, consiste nel dire che la riduzione dell’attività solare non comporta una diminuzione della luminosità. Se il Sole dovesse ridurre la sua luminosità del 60%, l’umanità andrebbe molto probabilmente incontro ad un’estinzione, dunque si tratta di quanto più allarmistico possa esistere in assoluto. Ecco dunque che “riduzione dell’attività solare” viene “casualmente” scambiato con la riduzione della sua luminosità, e la disinformazione è servita su un piatto d’argento: che vergogna.