L’OMS: ecco perché il COVID-19 diventerà endemico

Lo scenario prospettato da Michael Ryan dell’OMS.

Michael Ryan, direttore esecutivo del Programma di emergenza sanitaria dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha sottolineato durante un briefing che si è tenuto ieri, lunedì 25 gennaio, che il covid-19 potrebbe diventare una malattia endemica, ovvero costantemente presente tra la popolazione in varie parti del mondo. Secondo l’esperto una serie di fattori rendono la patologia difficile da debellare, tra cui la diffusione, davvero estesa, “in quasi tutti i paesi del mondo “, nonché l’impossibilità di “attuare misure globali a lungo termine per contenere e controllarne la propagazione“.

L’OMS: ecco perché il COVID-19 diventerà endemico

Anche la diffusione del vaccino, nel prossimo futuro, ‘‘non sarà sufficiente a fermare la trasmissione del virus“, perciò è probabile che continuerà a diffondersi. ”Solo il vaiolo è stato completamente debellato nella storia dell’umanità – ricorda l’esperto – perciò la disponibilità del vaccino e la volontà dei vari governi di cancellarne l’esistenza, non garantiscono il successo totale della campagna vaccinale in tutto il mondo. L’efficacia dei sieri realizzati in tutto il mondo – ha però rassicurato l’esperto – potrebbe ridurre il tasso di mortalità, nonché l’impatto che la malattia può causare nella società, soprattutto tra i gruppi più vulnerabili’‘ . Lo scenario dell’endemia è stato più volte indicato come il più realistico dagli esperti di tutto il mondo. In pratica, in questo scenario, il nuovo Coronavirus si aggiungerà alla nutrita famiglia di patologie infettive persistenti fra la popolazione umana. Le conseguenze sull’uomo dipenderanno dall’efficacia dei vaccini. Nelle malattie che danno solo un’immunità temporanea attraverso l’infezione naturale, i contagiati perdono la protezione immunitaria diventando nuovamente suscettibili all’infezione. In molti casi, inoltre, virus e batteri possono, inoltre, eludere la memoria immunitaria attraverso una mutazione, come accade con l’influenza. A seconda che l’immunità risulti permanente o temporanea, potrebbero essere necessari degli aggiornamenti annuali del vaccino per proteggerci dal coronavirus, come accade con l’influenza.

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