Una supergigante blu nella Via Lattea: ‘Un milione di volte più luminosa del Sole’

La stella ha, inoltre, una massa di 50 volte la massa solare e un raggio quasi 40 volte maggiore.

Una stella di dimensioni colossali è stata scoperta da un team internazionale di astronomi, nella Via Lattea. Si tratta di una supegigante blu dal nome di 2MASS J20395358+4222505 caratterizzata da una massa quasi 50 volte superiore a quella del Sole, un raggio quasi 40 volte maggiore e una luminosità pari ad un milione di volte. La scoperta del team, guidato dall’Istituto di Astrofisica delle Isole Canarie (IAC) e dall’Università di La Laguna, in Spagna, ha riscontrato una variazione nella sua velocità di 60 metri al secondo, estremamente elevata per le sue dimensioni. La stella si trova dietro una densa nube di gas e polvere interstellare ed è stata ora osservata grazie allo strumento Megara, installato sul Gran Telescopio Canarias, situato presso l’Osservatorio Roque de los Muchachos sull’isola di La Palma, colpita dall’eruzione del vulcano Cumbre Veja. La stella, che ad oggi risulta come una delle più luminose della nostra galassia, si trova a 5.700 anni luce dalla Terra. Fino ad oggi le nubi di gas e polvere ne riducevano fortemente la luminosità fino a 10.000 volte. Oltre ad essere una delle stelle più massicce e luminose della Via Lattea la gigante blu presenta la peculiarità di trovarsi in una rara fase della sua evoluzione che la porterà ad essere un’ipergigante blu, una stella molto rara; ma le sorprese non finiscono qui. Il fenomeno più inaspettato, individuato dagli esperti, sono le variazioni della sua velocità con picchi fino a 60 metri al secondo, un fenomeno raro per una stella così grande.

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Per i ricercatori sono due le possibili ipotesi per spiegare questo fenomeno: la presenza di un’altra stella gigantesca o di un oggetto compatto, come una stella di neutroni o un buco nero, che formerebbe un sistema binario con la supergigante blu. “Per il momento abbiamo già scoperto che si tratta di una supergigante blu nascosta dietro ad un muro di gas e polvere interstellare ad una distanza che, in termini astronomici, potremmo indicare come il giardino di casa nostra”, ha spiegato Artemio Herrero, docente dell’Università de La Laguna e ricercatore IAC che lo ha diretto lo studio. Per Sara Rodríguez Berlanas, ricercatrice dell’Università di Alicante e coautrice della pubblicazione sulla rivista Monthly Notice of the Royal Astronomical Society, saranno necessarie nuove osservazioni per “svelare la vera natura di J20395358+4222505”, descritta come “uno degli oggetti più peculiari della galassia”.