Scoperta la più antica ricevuta di una birra usata come forma di pagamento

Una tavoletta di 4.000 anni fa rivela che in Mesopotamia la birra era anche una forma di pagamento.

Scoperta la più antica ricevuta di una birra usata come forma di pagamento

Ricercatori del Museo Nazionale della Danimarca e dell’Università di Copenaghen hanno scoperto una tavoletta d’argilla risalente a circa 4.000 anni fa che potrebbe contenere la più antica ricevuta di una birra mai trovata. Il documento, scritto in caratteri cuneiformi e proveniente dall’antica città di Umma (nell’attuale Iraq), descrive una transazione in cui la birra veniva utilizzata come forma di pagamento per i lavoratori, con quantità specifiche di “birra di alta qualità” e “birra ordinaria”.

Questa scoperta conferma quanto la birra fosse fondamentale nella società mesopotamica, dove non era solo una bevanda quotidiana ma anche una parte essenziale dell’economia e della vita urbana. Secondo gli studiosi, la birra era considerata nutriente e sicura, spesso più importante di altre bevande, e veniva consumata regolarmente anche nelle attività lavorative e nei contesti collettivi.

A differenza della birra moderna, quella antica non conteneva luppolo e veniva prodotta con ingredienti come pane fermentato, datteri o miele. Aveva una consistenza densa, quasi cremosa, e veniva bevuta spesso con una cannuccia per filtrare i residui solidi. Il suo grado alcolico era relativamente basso rispetto alle birre odierne, ma era comunque una presenza costante nella vita quotidiana. Oltre alla ricevuta di birra, le tavolette analizzate dai ricercatori hanno rivelato altri testi amministrativi e rituali, inclusi incantesimi contro la stregoneria e liste di re reali e mitologici. Questo dimostra come la scrittura cuneiforme fosse uno strumento fondamentale non solo per la burocrazia, ma anche per la religione e la trasmissione della memoria storica nelle prime civiltà del Medio Oriente.

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Lucia Petrone
Lucia Petrone

Studentessa di Lingue e Letterature straniere presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionata di scienza e culture straniere, scrivo su Scienze Notizie dal 2021.