Gli animali di Chernobyl si stanno comportando in maniera diversa durante la guerra

Le fototrappole nella zona di esclusione rivelano come l'invasione russa del 2022 abbia stravolto i ritmi biologici dei grandi mammiferi, costretti a eliminare gli spostamenti notturni per sopravvivere ai combattimenti.

Un capriolo che scatta fulmineo nel fango, il muso di una volpe rossa immobile nel buio, branchi di cavalli selvaggi che riducono a zero i propri spostamenti. Non è la normale routine della zona di esclusione di Chernobyl, ma il resoconto visivo di un habitat naturale stravolto dall’irruzione dei cingolati e dai colpi d’arma da fuoco. A documentare questa improvvisa anomalia comportamentale è stata Svitlana Kudrenko, ricercatrice della Albert Ludwig University di Friburgo, in Germania, che ha analizzato i dati raccolti dalle fototrappole piazzate nell’area protetta ucraina durante le prime fasi dell’invasione russa nel febbraio e marzo del 2022. I grandi mammiferi hanno smesso di muoversi.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Science, si basa sul monitoraggio di un’area di circa 2.600 chilometri quadrati rimasta quasi totalmente priva di presenza umana dal disastro nucleare del 1986. In questo laboratorio a cielo aperto i ricercatori hanno confrontato circa 2.000 tra fotografie e registrazioni video acquisite tra il 2020 e il 2022, mettendo a confronto i mesi del conflitto con lo stesso periodo dell’anno precedente. I dati estratti rivelano una drastica riduzione dell’attività notturna per 11 specie di mammiferi selvatici: i caprioli (Capreolus capreolus), i cervi reali (Cervus elaphus), gli alci (Alces alces) e le volpi rosse (Vulpes vulpes) hanno modificato i propri ritmi biologici per limitare al minimo i movimenti e sfuggire al pericolo dei combattimenti ravvicinati. La guerra ha cambiato i tempi della foresta.

Studiare l’impatto ecologico di un conflitto a fuoco è storicamente complesso a causa dell’inaccessibilità dei fronti bellici. L’esistenza di una rete preesistente di telecamere automatizzate ha permesso di aggirare l’ostacolo, registrando la risposta immediata della fauna senza esporre gli scienziati al fuoco incrociato. Le immagini mostrano come il transito di veicoli militari pesanti e l’uso di armi abbiano indotto gli animali a una sorta di paralisi difensiva, concentrata soprattutto nelle ore più calde della notte (un comportamento opposto rispetto alla normale mobilità crepuscolare osservata in assenza di disturbo).

In parole povere, gli animali selvatici di Chernobyl si sono comportati esattamente come farebbero degli esseri umani sotto un bombardamento: davanti al rumore assordante dei carri armati e delle esplosioni, hanno scelto di restare nascosti nel fitto della vegetazione per evitare di farsi intercettare, riducendo quasi a zero le uscite notturne per cercare cibo.

https://www.livescience.com/animals/wildlife-inside-chernobyl-exclusion-zone-acted-differently-during-russias-invasion-camera-traps-reveal

(Credit immagine: Kateryna Korepanova)