La Nuova Fisica Quantistica: Come il Tempo Emergere da Mini-Universi

Esplorando le Peculiarità del Tempo e dell'Entropia nella Fisica Quantistica

La Fisica Quantistica e le Sue Peculiarità

Il mondo della fisica quantistica si presenta come un regno straordinariamente controintuitivo, dove le leggi che governano la realtà a scale infinitesimali sfuggono alla nostra comprensione abituale. In questo contesto, proprietà fisiche fondamentali come la posizione e la velocità degli oggetti si manifestano in modo sfocato, mentre il concetto di tempo, così come lo percepiamo, non sembra esistere. Queste peculiarità del mondo quantistico complicano notevolmente il nostro tentativo di decifrare l’Universo, la natura dell’esistenza e persino la qualità della coscienza umana. La fisica quantistica ci invita a riconsiderare le nostre nozioni di realtà e a esplorare le implicazioni di un universo in cui il tempo e lo spazio non sono fissi, ma piuttosto fluidi e interconnessi.

Il tempo è reale? Un fisico ha costruito un mini-universo per scoprirlo
Giovanni Barontini in piedi di fronte al ‘mini-universo’, o apparecchiatura utilizzata per raffreddare e intrappolare atomi di rubidio.
Università di Birmingham

Il Tempo e la Sua Direzione

Riflessioni matematiche provenienti da diverse aree della fisica, tra cui la meccanica newtoniana, la relatività e, in particolare, l’equazione di Wheeler-DeWitt, suggeriscono che il tempo potrebbe non possedere una direzione intrinseca e che, a un livello più profondo, potrebbe addirittura non esistere affatto. Tuttavia, la seconda legge della termodinamica fornisce una sorta di “freccia” del tempo: l’Universo ha avuto inizio in uno stato di ordine, forse come un punto di densità infinita, e da allora ha intrapreso un percorso verso un crescente disordine. Questa osservazione ci porta a riflettere su come il tempo possa essere percepito e misurato, e su quali siano le sue implicazioni per la nostra comprensione della realtà.

Il Progetto di Giovanni Barontini

Per esplorare la natura del tempo e determinare se esso rappresenti una proprietà fondamentale del nostro cosmo, Giovanni Barontini, fisico dell’Università di Birmingham, ha intrapreso un ambizioso progetto: la creazione di un “mini-universo” che spiega da zero. Questo studio ha fornito la prima evidenza sperimentale controllata che il concetto di “tempo” può essere definito attraverso i cambiamenti all’interno di un sistema, piuttosto che come un semplice “orologio che ticchetta” esterno, come spiega Barontini. La ricerca di Barontini rappresenta un passo significativo verso la comprensione di come il tempo possa emergere da interazioni quantistiche, aprendo nuove strade per la fisica teorica.

Il tempo è reale? Un fisico ha costruito un mini-universo per scoprirlo
Il movimento degli atomi dalla regione luminosa, osservata, e dalla regione scura, non osservata. La migrazione degli atomi nel settore luminoso rappresenta le stelle blu del Big Bang, mentre la migrazione nel settore scuro rappresenta le stelle verdi del Big Crunch.
stelle blu

Il Condensato di Bose-Einstein e il Tempo

Nel suo tentativo di far emergere il tempo in modo autonomo, Barontini ha utilizzato circa 24.000 atomi di rubidio, raffreddati a temperature prossime allo zero assoluto, per formare un esotico “slush” atomico noto come condensato di Bose-Einstein. Questo stato della materia, considerato il quinto stato, si verifica quando le particelle vengono raffreddate a temperature estremamente basse, perdendo la loro individualità e comportandosi come una singola “super-particella”. La creazione di questo stato esotico è fondamentale per comprendere le dinamiche del tempo e dell’entropia, poiché offre un ambiente controllato per studiare fenomeni quantistici complessi.

La Trappola Ottica e la Percezione del Tempo

Per confinare questa sostanza straordinaria, Barontini ha impiegato una trappola ottica a dipolo, che divideva il sistema in due settori attraverso una barriera creata dall’intersezione di due fasci laser di frequenze diverse. Questo setup ha generato un settore “luminoso”, osservabile, e un settore “scuro”, non osservato, consentendo così a un senso di tempo di emergere mentre gli atomi oscillavano tra i due settori. Barontini ha paragonato questi settori alle componenti non osservate del nostro Universo, come la materia oscura e l’energia oscura. In questo modo, il movimento degli atomi ha assunto il ruolo di un orologio, fornendo una percezione del tempo basata sull’azione dell’entropia, piuttosto che sulle lancette di un orologio tradizionale.

Il Tempo Interno e l’Entropia

Durante l’esperimento, la parte osservata del sistema scambiava atomi ed entropia con la parte non osservata. Da questo scambio, Barontini ha definito un tempo interno, “entropico”, che aumenta con l’entropia scambiata e si arresta quando tale scambio si interrompe. L’oscillazione degli atomi attraverso la barriera avveniva in modo ritmico, simile a cicli ripetuti di un Big Bang che espande l’Universo, seguiti da un Big Crunch che lo contrae. Questa dinamica richiama l’ipotesi di un Universo ciclico, suggerendo che il tempo possa emergere naturalmente da questa sequenza di eventi, poiché il flusso di entropia ha una direzione ben definita, e tale ordinamento non può procedere all’indietro. Barontini ha affermato: “Il mini-universo non ha bisogno di un parametro esterno per ordinare gli eventi; il suo stesso flusso di entropia indica quale evento segue”.

Applicazioni e Futuri Sviluppi nella Fisica

Questi mini-universi rappresentano un terreno di prova inestimabile per la fisica, poiché i sistemi di atomi freddi possono essere ingegnerizzati con precisione per esplorare alcune delle meccaniche più misteriose dell’Universo. Barontini ha spiegato che, per indagare questioni relative al Big Bang o a un potenziale Big Crunch, è possibile modificare la forma della trappola, l’altezza della barriera, le interazioni tra gli atomi, il profilo di densità e il modo in cui diverse regioni del sistema si accoppiano. Ad esempio, si potrebbe indagare se un apparente collasso si comporta come una singolarità o se, al contrario, si trasforma in un rimbalzo. Inoltre, è possibile approssimare i confini dei buchi neri intrappolando atomi su un lato del mini-universo.

Conclusioni e Prospettive Future

Il Big Bang e i buchi neri sono stati, a loro volta, scoperte sorprendenti. Pertanto, chi può prevedere quali nuove intuizioni emergeranno dall’esplorazione di mini-universi attraverso tecniche quantistiche? Creando un sistema quantistico controllato per testare quantitativamente alcune di queste domande matematiche e fisiche, i ricercatori possono anche indagare gli aspetti complessi della gravità quantistica, con la speranza di realizzare il sogno “impossibile” di unire la relatività generale e la meccanica quantistica. Questo lavoro, quindi, offre nuove prospettive sulla natura del tempo nella gravità quantistica, che potrebbero rivelarsi altrettanto efficaci nel descrivere la dinamica dell’Universo quanto il tempo convenzionale. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Physical Review Research.

Il tempo è reale? Un fisico ha costruito un mini-universo per scoprirlo
Ecco, il mini-universo, rappresentato dalla ‘nuvola’ di 24.000 atomi di rubidio ultra-freddi contenuti in una trappola magneto-ottica.
Università di Birmingham