La tomba di un “principe guerriero” risalente a 2.500 anni fa, con carro ed elmo, scoperta nelle Marche

La scoperta di un nucleo nobiliare a Sirolo svela l'uso rituale di carri, palizzate in legno e bronzi sigillati, ridisegnando la gerarchia della civiltà picena sul Conero.

Soprintendenza per l'Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio delle Province di Ancona, Pesaro e Urbino

Un carro a due ruote adagiato intatto sul fondo di una fossa, con i cerchioni di metallo ancora riconoscibili sotto la terra pressata che lo ha protetto per venticinque secoli. Stefano Finocchi, archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro-Urbino e direttore scientifico dello scavo, ha annunciato il ritrovamento a Sirolo — sulle pendici del Monte Conero affacciate sul mare Adriatico — di una monumentale tomba principesca del VI secolo a.C. appartenente alla civiltà dei Piceni, un popolo preromano la cui complessità sociale sta finalmente emergendo dall’ombra della storia. La sepoltura non è un reperto isolato, ma il centro gravitazionale di un’intera necropoli aristocratica di stampo dinastico. A differenza di altre grandi strutture funerarie dell’area picena, delimitate da un profondo fossato circolare, il complesso di Sirolo era originariamente recintato da una palizzata di legno. Gli archeologi ne hanno individuato il perimetro grazie a una sequenza regolare di fori di palo nel terreno, ciascuno dei quali conteneva piccoli depositi rituali di frammenti ceramici selezionati: una firma architettonica e cerimoniale mai documentata prima d’ora nella regione. Accanto al principe, il fango ha restituito il ritratto quasi intatto di una donna di rango nobiliare.

Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio delle Province di Ancona, Pesaro e Urbino

La tomba femminile, situata nello stesso perimetro monumentale, ha beneficiato di condizioni di conservazione eccezionali. Lo scavo ha rivelato non solo una ricca collezione di fibule in bronzo e ambra utilizzate per fermare le vesti e l’acconciatura, ma persino frammenti di materiale organico estremamente rari: residui di tessuti e porzioni di calzature con elementi metallici ancora nella loro posizione originale d’uso. Il corredo del principe guerriero definisce con precisione i simboli del potere politico nell’Italia preromana. All’interno della fossa principale, oltre al carro cerimoniale (currus), gli archeologi hanno rinvenuto una dotazione d’armi completa: un elmo di bronzo, una scure, spade, lance e pugnali. A questi si aggiungono grandi vasi in lamina di bronzo ancora sigillati da coperchi in ceramica, contenenti resti organici e ossa animali — le vestigia fisiche del banchetto funebre celebrato al momento della sepoltura — e raffinati vasi d’importazione greco-etrusca che testimoniano una fitta rete di scambi commerciali attraverso l’Adriatico. Questa scoperta permette di risolvere un enigma rimasto in sospeso per quattro anni. Nel 2020, in Via del Leccio a Sirolo, era stata scavata la ricca tomba di un guerriero che conteneva, tra i vari oggetti di prestigio, un rarissimo sgabello pieghevole in bronzo (diphros), simbolo di alta autorità civile. Oggi gli archeologi sanno che quel guerriero non era stato sepolto da solo nel vuoto del paesaggio: apparteneva allo stesso nucleo familiare e gerarchico organizzato attorno alla monumentale tomba del principe con il carro.

https://www.livescience.com/archaeology/2-500-year-old-tomb-of-a-warrior-prince-with-chariot-and-helmet-discovered-on-italys-adriatic-coast