Rivelata per la prima volta un’immagine ravvicinata della rara “miniluna” terrestre

Un frammento di roccia allungato, che ruota lentamente su se stesso nel buio a circa cinque volte la distanza che separa la Terra dalla Luna. La prima immagine ravvicinata di 2024 PT5 — l’asteroide che ha orbitato temporaneamente intorno al nostro pianeta come “mini-luna” — è stata ottenuta attraverso le rilevazioni radar coordinate da Marina Brozović, scienziata del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA a Pasadena, sfruttando l’antenna parabolica da 70 metri del Goldstone Deep Space Communications Complex in California.

L’oggetto è rimasto intrappolato dalla gravità terrestre per appena cinquantasei giorni.

Identificato ad agosto 2024 dal sistema di monitoraggio ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System) in Sudafrica, l’asteroide ha completato il suo passaggio ravvicinato prima di riprendere la propria traiettoria eliocentrica. Le osservazioni radar condotte tra il 23 e il 25 novembre 2024, nel momento di massimo avvicinamento (a circa 3,7 milioni di chilometri), hanno permesso di ricostruire con precisione la forma e le dimensioni di questo corpo celeste fluttuante.

I dati indicano un diametro compreso tra gli 8 e i 10 metri, paragonabile a quello di un autobus urbano.

La tecnica del radar a ritardo Doppler ha svelato un corpo decisamente allungato che compie una rotazione completa sul proprio asse ogni 40 minuti circa. Questo tipo di dettagli fisici è quasi impossibile da ottenere con i normali telescopi ottici, per i quali oggetti così piccoli appaiono come semplici punti luminosi indistinguibili sullo sfondo stellare.

L’asteroide appartiene alla classe degli Arjuna — un gruppo di rocce spaziali che seguono orbite intorno al Sole molto simili a quella terrestre.

Alcuni ricercatori ipotizzano che la composizione e la traiettoria di 2024 PT5 possano coincidere con quelle dei detriti espulsi dalla Luna a seguito di un antico impatto meteoritico. La conferma di questa teoria richiederebbe analisi spettroscopiche più approfondite o, idealmente, il prelievo diretto di campioni in futuro.

La dinamica di cattura temporanea non ha previsto un’orbita chiusa e stabile. L’asteroide si è limitato a tracciare una traiettoria a ferro di cavallo indotta dall’attrazione terrestre prima che l’energia orbitale lo spingesse nuovamente nello spazio interplanetario. Un nuovo passaggio ravvicinato, seppur a distanza molto maggiore, avverrà nel 2055.

In termini pratici: la Terra non ha catturato una seconda luna permanente, ma ha temporaneamente deviato un minuscolo sasso spaziale che passava nelle vicinanze. Riuscire a fotografarlo con il radar prima che sfuggisse all’attrazione terrestre dimostra la capacità tecnologica di tracciare e caratterizzare oggetti microscopici su scale astronomiche, essenziale sia per lo studio delle risorse spaziali sia per la prevenzione di potenziali impatti asteroidali.

https://www.sciencealert.com/first-ever-close-up-revealed-of-earths-rare-minimoon