La Triade Oscura: Scopri il Nuovo Fattore D della Personalità

Esplorando il legame tra tratti oscuri e comportamento umano

La Triade Oscura e il Fattore D della Personalità

Gli psicologi hanno identificato un concetto affascinante e inquietante noto come
triade oscura,
che rappresenta l’intersezione di tre delle tendenze più negative della natura umana:
psicopatia, narcisismo e machiavellismo.
Tuttavia, la realtà è ancora più complessa. Oltre a queste tre caratteristiche, si possono rintracciare anche altre inclinazioni negative come l’egoismo, il sadismo e il rancore.
I ricercatori sostengono che, dietro questa galleria di comportamenti malefici, si nasconda un nucleo centrale di oscurità umana condivisa.
Negli ultimi dieci anni, gli studiosi hanno scoperto che questo aspetto della personalità è più evidente di quanto avessimo mai immaginato, rivelando una dimensione oscura della psiche umana.

Il Fattore Oscuro della Personalità

Nel 2018 study, un gruppo di psicologi provenienti da Germania e Danimarca ha intrapreso uno studio pionieristico per mappare questa forza motrice che alimenta i nostri impulsi più oscuri, dando vita a un nuovo concetto: il “Fattore Oscuro della Personalità”, abbreviato in D. Questo quadro teorico si basa su un’idea già nota, il “g factor”, un costrutto introdotto dallo psicologo britannico Charles Spearman oltre un secolo fa.
Spearman osservò che gli individui che eccellevano in un tipo di test cognitivo tendevano a ottenere punteggi elevati anche in altri test di intelligenza, suggerendo l’esistenza di un “fattore di intelligenza generale”.
Analogamente, i ricercatori hanno scoperto che anche gli aspetti più oscuri della personalità umana condividono un denominatore comune.
In altre parole, come spiegato dallo psicologo Ingo Zettler dell’Università di Copenaghen nel settembre 2018, si può affermare che questi tratti rappresentano tutti un’espressione della stessa tendenza disposizionale.

uomo che aggiusta la cravatta mentre appare sicuro di sé
So di essere speciale perché tutti continuano a dirmelo. Paul Bradbury/Getty Images

donna che si nasconde dietro la frangia
Far del male alle persone sarebbe eccitante. disqis/Getty Images

Studi sul Fattore D e i Tratti di Personalità

In una serie di quattro studi distinti, che hanno coinvolto oltre 2.500 partecipanti, Zettler e il suo team hanno somministrato questionari mirati a misurare i livelli di nove tratti di personalità oscuri: egoismo, machiavellismo, disimpegno morale, narcisismo, diritto psicologico, psicopatia, sadismo, interesse personale e rancore.
I partecipanti sono stati invitati a esprimere il loro grado di accordo su affermazioni provocatorie, come: “So di essere speciale perché tutti continuano a dirmelo” o “Far del male alle persone sarebbe emozionante”.
Analizzando le risposte, i ricercatori hanno condotto un’analisi statistica che ha rivelato come, sebbene questi tratti siano distinti, essi si sovrappongano in vari modi, tutti riconducibili a un fattore centrale di oscurità, il fattore D.
Questo fattore si manifesta in modi diversi a seconda dell’individuo: può emergere principalmente come narcisismo, psicopatia o una combinazione di altri tratti oscuri.
Zettler ha sottolineato che, grazie alla mappatura di questo denominatore comune, è possibile affermare che una persona ha un alto fattore D, il quale indica la probabilità che si impegni in comportamenti associati a uno o più di questi tratti oscuri.
Questo concetto, sebbene provocatorio, non è solo teoria: gli individui possono misurare il proprio punteggio D attraverso un online portal.

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Stabilità del Fattore D nel Tempo

Da quando il fattore D è stato identificato, Zettler e i suoi collaboratori hanno dedicato quasi un decennio a esplorare la sua portata, e i risultati continuano a rivelarsi inquietanti.
Uno studio longitudinale condotto nel 2021 ha monitorato oltre 1.200 adulti per un periodo di quattro anni, scoprendo che il fattore D rappresenta la misura di personalità più stabile, risultando più consistente nel tempo rispetto a qualsiasi tratto oscuro individuale, come il narcisismo o la psicopatia.
Questo suggerisce che il fattore D non solo è un indicatore di comportamenti negativi, ma anche un elemento fondamentale per comprendere la personalità umana nel suo complesso.

Implicazioni Professionali del Fattore D

Le implicazioni del fattore D si estendono anche alle scelte professionali.
Una ricerca recente, condotta su oltre 8.000 persone in Germania, Stati Uniti e Danimarca, ha evidenziato un chiaro schema: gli individui con punteggi D elevati tendono a evitare professioni sociali, come l’insegnamento, l’assistenza infermieristica e la terapia, mostrando una minore propensione persino a desiderare tali carriere.
Questo suggerisce che le persone con inclinazioni più oscure si allontanano silenziosamente da lavori che richiedono empatia e cura per gli altri, evidenziando l’importanza di considerare il fattore D nelle dinamiche lavorative.

Variabilità del Fattore D tra le Società

In modo ancora più provocatorio, un articolo pubblicato nel 2025 negli Atti della National Academy of Sciences (PNAS) ha rivelato che il fattore D non solo varia tra gli individui, ma presenta differenze significative anche tra le società.
I paesi e gli stati americani caratterizzati da condizioni sociali più tossiche tendono a registrare punteggi più elevati su misure collettive di personalità oscura, suggerendo che, sebbene il fattore D rappresenti una disposizione personale stabile, l’ambiente circostante influisce su quanto ci si possa spingere verso l’oscurità.
Questo porta a riflessioni importanti su come le condizioni sociali possano plasmare il comportamento umano.

Importanza della Conoscenza del Fattore D

Perché è importante conoscere queste informazioni? Oltre alla curiosità personale riguardo al proprio grado di oscurità, i risultati di queste ricerche potrebbero un giorno portare a nuove scoperte nel campo della psicologia e della terapia, migliorando la nostra comprensione delle azioni malvagie degli individui.
Zettler ha osservato che questa conoscenza del fattore D potrebbe rivelarsi utile, ad esempio, nella valutazione della probabilità che una persona commetta nuovamente reati o si impegni in comportamenti dannosi.
I risultati di queste ricerche sono stati pubblicati in riviste prestigiose come Social Psychological and Personality Science e PNAS, contribuendo a una maggiore consapevolezza del tema.

Questo articolo è stato verificato da Michael Irving e modificato da Fiona MacDonald. Nonostante il nostro impegno per garantire l’accuratezza, siamo consapevoli di essere umani e, se dovessi notare un errore, ti invitiamo a farcelo sapere.
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