L’opera, appartenente al soffitto di una villa dell’antica città romana, raffigura una scena della mitologia greca dedicata alla storia d’amore tra Dioniso, dio del vino e della festa, e Arianna, la principessa cretese protagonista del mito del Minotauro. Il ritrovamento è stato presentato durante un seminario internazionale dedicato ai reperti recuperati a Pompei, la città distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.. La catastrofe ricoprì edifici, oggetti e opere d’arte, conservandoli per secoli sotto uno strato di cenere e materiali vulcanici. L’affresco faceva parte del soffitto di una sala destinata ai banchetti di una ricca abitazione. Con il crollo della struttura, probabilmente provocato dall’eruzione, la decorazione si frantumò in centinaia di pezzi, rimanendo nascosta fino agli interventi di recupero moderni.
Dal 2023 gli archeologi stanno lavorando alla ricostruzione dell’opera, assemblando circa 1.000 frammenti come se fosse un grande puzzle. I restauratori hanno creato una struttura di supporto per ricostruire la forma originaria del soffitto e riportare alla luce le parti dipinte. La scena raffigurata mostra Dioniso sdraiato su un carro davanti ad Arianna, accompagnata da Eros mentre suona l’arpa. Intorno alla coppia compaiono anche dei centauri che contribuiscono all’atmosfera festosa della rappresentazione. L’opera rappresenta uno dei pochi affreschi di soffitto pompeiani sopravvissuti all’eruzione e costituisce una testimonianza importante della cultura e della religione dell’epoca romana. A Pompei, infatti, sono numerose le raffigurazioni legate al culto di Dioniso, comprese quelle delle menadi, le seguaci del dio coinvolte nei rituali religiosi.
Il restauro non è ancora concluso: finora è stato recuperato circa un quarto dell’intera decorazione, ma gli studiosi sperano di ricostruire progressivamente l’immagine completa grazie allo studio dei frammenti rimasti. La scoperta è legata anche alla particolare storia dell’edificio in cui è stato trovato l’affresco. L’area era conosciuta come una sorta di “prigione-forno”, perché secondo gli archeologi vi lavoravano degli schiavi impegnati nella macinazione del grano. Nella stessa zona sono stati rinvenuti anche altri importanti elementi, tra cui un affresco raffigurante una focaccia simile alla pizza e un’iscrizione elettorale in favore del magistrato pompeiano Aulo Rustio Vero. Il recupero dell’affresco di Dioniso e Arianna rappresenta quindi non solo una scoperta artistica, ma anche una nuova testimonianza della vita quotidiana, delle credenze e della società di Pompei prima della tragica eruzione del Vesuvio.


