Il sistema che abbassa la temperatura di 7 gradi senza elettricità attraverso la ceramica

Ricercatori dell'Università di Graz realizzano moduli in argilla stampati in 3D per abbassare la temperatura nelle città sfruttando l'evaporazione dell'acqua

Il sistema che abbassa la temperatura di 7 gradi senza elettricità attraverso la ceramica

Una struttura geometrica a micro-canali ricavata dall’argilla porosa del Lago Neusiedl, impregnata d’acqua e lasciata esposta al calore estivo, è in grado di sottrarre energia termica all’ambiente circostante senza bruciare un singolo watt di corrente elettrica. I test condotti dall’architetto Julian Jauk, insieme ai ricercatori Milena Stavrić e Kristijan Ristoski dell’Institute of Architecture and Media presso la Graz University of Technology, hanno dimostrato che l’installazione di questi moduli ceramici stampati in 3D consente di ridurre la temperatura dell’aria circostante fino a sette gradi Celsius.

Il principio fisico alla base del prototipo richiama la millenaria tecnologia della terracotta tradizionale, aggiornata attraverso la fabbricazione additiva. L’acqua penetra all’interno del cubo ceramico per capillarità e si distribuisce lungo una complessa rete spaziale progettata al calcolatore per massimizzare l’area di contatto. Man mano che l’aria calda sfiora la superficie bagnata, il liquido assorbe il calore latente e passa allo stato gassoso, restituendo un flusso di raffreddamento evaporativo costante. Per incrementare la porosità del materiale, il team austriaco ha aggiunto all’impasto argilloso una miscela composta da biomassa, trucioli di legno e colture fungine; la successiva cottura a temperature elevate liquida la componente organica, lasciando all’interno della ceramica una fitta tessitura di micro-cavità.

L’impiego del sedimento scavato dal bacino di Neusiedl risponde alla necessità di reperire materie prime a chilometro zero, trasformando un sottoprodotto di scavo attualmente smaltito come rifiuto in un elemento strutturale per l’architettura bioclimatica. L’assenza di impianti di pompaggio ad alta pressione o di compressori refrigeranti rende i cubi integrabili sia sulle facciate degli edifici sia all’interno di elementi d’arredo urbano, offrendo un punto d’appoggio passivo nelle aree metropolitane esposte all’effetto isola di calore.

L’efficacia della transizione di fase rimane legata al tasso di umidità relativa dell’atmosfera locale, poiché un’aria già satura di vapore riduce drasticamente la resa evaporativa della ceramica. La sperimentazione della TU Graz definisce comunque un margine d’azione concreto per l’edilizia sostenibile, dimostrando come la combinazione tra scarti naturali ed estrusione digitale possa mitigare l’impatto microclimatico nei centri urbani senza sovraccaricare le reti energetiche.

https://www.repubblica.it/green-and-blue/2026/08/20/news/ceramica_3d_raffreddare_le_citta-425534543

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