A circa 1.500 metri di profondità nel Golfo del Messico, i sonar della nave oceanografica Okeanos Explorer avevano registrato un’anomalia. La sagoma rilevata sui fondali presentava la tipica firma acustica di un relitto storico: un corpo centrale di grandi dimensioni circondato da detriti più piccoli. Nel 2017 la National Oceanic and Atmospheric Administration ha quindi inviato un veicolo sottomarino a controllo remoto con l’obiettivo di individuare i resti di un’antica imbarcazione.
Una volta raggiunta la quota d’immersione, la telecamera del robot non ha inquadrato il legno sagomato o le strutture di un galeone, bensì una distesa di cubi metallici arrugginiti e scatolati bianchi adagiati sulla sabbia. La spedizione guidata dalla biologa marina Diva Amon e dallo specialista in echinodermi Charles Messing si è imbattuta nei resti di un carico commerciale caduto in mare. Tra i detriti sventrati dall’impatto sono apparsi componenti in plastica, cablaggi in rame e una targhetta metallica ossidata su cui si leggevano le istruzioni d’uso di un elettrodomestico con i termini “To Operate” e “For Personal Safety“. poco distante giaceva l’origine della dispersione: un container da trasporto merci con la sigla ITLU733016 rovesciato su un fianco.

L’ispezione visiva ha confermato la presenza di frigoriferi, congelatori e lavatrici provenienti dagli stabilimenti della General Electric ad Appliance Park, in Kentucky, mescolati ad apparecchiature di altri marchi come RCA. La mancanza di imballaggi originali ha fatto ipotizzare che il materiale fosse destinato al riciclo prima che una mareggiata o una manovra ne causasse la caduta dal ponte della nave da carico. Secondo le rilevazioni del World Shipping Council ogni anno finiscono fuori bordo tra i diversi ordini di grandezza dalle centinaia agli oltre mille container rispetto alle centinaia di milioni movimentati sulle rotte globali.
I materiali sintetici e le leghe dei moderni beni di consumo impiegano secoli prima di degradarsi completamente a queste pressioni e temperature. La struttura in acciaio del container e i fusti degli elettrodomestici hanno iniziato a integrarsi nel fondale, offrendo punti di ancoraggio per idrozoi e colonie di coralli profondi, mentre esemplari di pesci abissali utilizzano gli anfratti delle lamiere come riparo dalle correnti.


