L’astrofisico Agustín Sánchez-Lavega dell’Università del Paese Basco (UPV/EHU) ha individuato un’immensa geometria atmosferica che cinge il polo sud di Saturno. Non si tratta del famoso esagono, confinato dal lato opposto del pianeta, ma di una struttura a dieci lati. Un decagono quasi perfetto.I primi segnali sono arrivati dai telescopi dei cacciatori di pianeti amatoriali nel 2023. Poi sono intervenute le ottiche di Hubble e la sensibilità agli infrarossi del Very Large Telescope (VLT) in Cile. Tra i 58° e i 63° di latitudine sud spira una corrente a getto che sfreccia a 400 chilometri orari, molto più rapida di qualsiasi uragano terrestre. Eppure, l’intera struttura a dieci angoli ruota con lentezza esasperante: appena 9 chilometri all’ora rispetto alla rotazione del gigante gassoso.
Il professor Leigh Fletcher dell’Università di Leicester, analizzando le scansioni termiche ottenute con lo strumento VISIR del VLT nell’agosto 2025, ha scoperto che la velocità dei venti cala drasticamente man mano che si sale di quota e che le nubi mostrano una chiara stratificazione verticale. La forma oscilla. Alcuni vertici appaiono affilati come lame, altri si ammorbidiscono in curve smussate. L’ipotesi dei ricercatori è che il decagono sia un’onda atmosferica generata da un’instabilità dinamica della corrente a getto nella parte superiore della stratosfera. Un meccanismo del tutto analogo a quello che plasma l’esagono al polo nord, anche se nessuno sa ancora spiegare perché i due emisferi facciano calcoli geometrici diversi. Immaginate di far girare dell’acqua in un lavandino e di vederla formare non un gorgo tondo, ma un poligono rigido che mantiene la sua forma mentre tutto il resto fluisce velocissimo: è esattamente quello che succede lassù, dove il gas si muove a centinaia di chilometri all’ora disegnando una figura geometrica stabile nel vuoto.


