Axolotl, preferiscono le aperture più grandi anche quando è buio

Un esperimento su 24 giovani esemplari mostra che gli animali scelgono il foro più ampio. Lo studio è stato pubblicato su Animal Behaviour.

Gli axolotl possiedono un’abilità cognitiva sorprendentemente sofisticata, anche nel buio più completo

Gli axolotl messicani sanno distinguere le aperture più grandi da quelle più piccole e preferiscono attraversare le prime, anche quando è buio. È quanto emerge da un esperimento su 24 giovani esemplari, condotto da un gruppo di ricercatori tra cui le esperte di comportamento animale Oxána Bánszegi, dell’Università nazionale autonoma del Messico, e Péter Szenczi, dell’Istituto nazionale di psichiatria Ramón de la Fuente Muñiz. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Animal Behaviour.

L’axolotl (Ambystoma mexicanum) è noto soprattutto per la capacità di rigenerare parti del corpo perdute o danneggiate, compresi interi arti. Le sue capacità cognitive, invece, sono state studiate molto meno. Altri anfibi, come salamandre, rane e girini, sanno distinguere tra quantità, per esempio il numero di prede o di individui della propria specie. I ricercatori si sono chiesti se anche gli axolotl fossero in grado di valutare le dimensioni di un passaggio.

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Gli esperimenti precedenti sulle capacità quantitative degli anfibi si basavano quasi tutti sulla vista, adatta a specie che vedono relativamente bene e cercano attivamente il cibo. Gli axolotl, invece, vivono nel fango sul fondo delle torbide acque dei canali di Xochimilco, dove la vista è scarsa e per trovare le prede o sfuggire ai predatori si affidano anche ad altri sensi. Per questo il gruppo ha scelto di studiare la loro risposta a diverse aperture.

Nelle vasche di 24 axolotl di circa sette mesi è stato inserito un divisorio di plastica grigia con due fori circolari di dimensioni diverse. Entrambi erano abbastanza grandi da permettere agli animali di passare comodamente. Per 18 giorni, i ricercatori hanno proposto sei combinazioni di aperture, ciascuna per tre giorni, variando quanto differivano tra loro. A metà di ogni prova hanno ruotato il divisorio, scambiando la posizione dei fori, per verificare che la scelta non dipendesse da una preferenza per un lato. Le registrazioni dei movimenti hanno permesso di misurare quale apertura venisse usata più spesso.

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Ventidue animali erano abbastanza attivi da essere inclusi nell’analisi. Tutti hanno mostrato una preferenza statisticamente significativa per il foro più grande, anche quando la differenza tra le due aperture era contenuta. «Abbiamo visto subito che preferivano attraversare le aperture più grandi», hanno raccontato Bánszegi e Szenczi a ScienceAlert. «Abbiamo registrato un numero sorprendente di passaggi in diversi esemplari. Questo dimostra che questi animali non sono affatto noiosi e che il loro comportamento è molto più complesso di quanto pensassimo».

La preferenza diventava più forte quando aumentava la differenza tra i fori. Se invece entrambe le aperture erano più grandi, la scelta per quella maggiore risultava meno marcata. Questo suggerisce che il comportamento non dipenda soltanto dal confronto tra le dimensioni relative, ma l’esperimento non chiarisce esattamente come gli axolotl valutino i passaggi.

La preferenza si manteneva anche al buio. Di notte gli animali erano complessivamente meno attivi e attraversavano meno spesso il divisorio; quando però si muovevano, sceglievano il foro più grande con la stessa intensità osservata di giorno. «All’inizio ci ha sorpreso che riuscissero a distinguere tra le aperture in completa oscurità», hanno detto le ricercatrici a ScienceAlert. «Questo dimostra che la vista non è sempre indispensabile per svolgere compiti di questo tipo, soprattutto quando è limitata per ragioni tassonomiche o ambientali».

Una possibile spiegazione è la linea laterale, un sistema sensoriale che rileva i movimenti dell’acqua e le piccole variazioni di pressione. Potrebbe aiutare gli axolotl a percepire le aperture senza vederle, ma lo studio non era stato progettato per stabilire quale senso usassero. «È un tema per ricerche future», hanno osservato Bánszegi e Szenczi.

Gli axolotl possiedono un’abilità sorprendente, anche nel buio più completo
Gli axolotl hanno preferito l’apertura più grande in tutte e sei le combinazioni di dimensioni testate. Il grafico mostra la percentuale di passaggi attraverso l’apertura più grande; la linea tratteggiata indica il 50 per cento previsto dal caso.

I risultati non dimostrano che gli axolotl sappiano contare o possiedano capacità di ragionamento matematico. Indicano piuttosto che sanno distinguere dimensioni spaziali in un compito utile per muoversi nell’ambiente. Come sottolineano le ricercatrici, «il termine “intelligenza” può essere controverso quando si parla del comportamento animale. Va sempre valutato alla luce delle esigenze ecologiche dell’animale. Il nostro studio suggerisce però che c’è ancora molto da imparare su questa specie e sul suo comportamento». Capire meglio le sue capacità cognitive potrebbe contribuire alla conservazione, al benessere degli animali in cattività e alla ricerca sulla rigenerazione.

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Redazione Scienze Notizie
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