Mangiare a tarda notte associato a un rischio maggiore di cirrosi e MASLD

Uno studio pubblicato su Clinical Gastroenterology and Hepatology ha seguito quasi 200.000 persone per 16 anni. I ricercatori precisano che i risultati mostrano un’associazione, non un rapporto di causa ed effetto.

Pensando a uno spuntino dal frigorifero

Mangiare dopo essere andati a letto o tra la cena e il momento di coricarsi è associato a un rischio di cirrosi superiore del 28% e di steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD) superiore del 36%, rispetto a seguire orari dei pasti più consueti. La cirrosi è rimasta comunque rara: durante lo studio sono stati registrati 315 casi tra quasi 200.000 partecipanti.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Clinical Gastroenterology and Hepatology, è stata condotta da ricercatori dell’Oregon Health and Science University (OHSU) e del Massachusetts General Hospital. L’analisi ha coinvolto 199.155 persone, con un’età mediana di 59 anni, iscritte a programmi di ricerca sanitaria in corso. I partecipanti hanno compilato questionari sulle abitudini alimentari e sullo stile di vita ogni 2-4 anni.

Il periodo mediano di osservazione è stato di 16 anni. Nel valutare i risultati, i ricercatori hanno tenuto conto di fattori come età, indice di massa corporea (IMC) e attività fisica. Anche dopo questi aggiustamenti, l’associazione tra mangiare a tarda notte e le due patologie è rimasta significativa.

Lo studio, tuttavia, non dimostra che gli spuntini notturni causino cirrosi o MASLD. Potrebbero contribuire altri fattori, tra cui gli orari e la qualità del sonno, che non sono stati considerati nell’analisi. I ricercatori ipotizzano che il legame possa dipendere dai ritmi circadiani, i cicli interni che regolano le funzioni dell’organismo in relazione al giorno e alla notte.

Miniatura di YouTube
None

«Alcuni studi hanno suggerito questa possibilità, ma questa è una delle prime analisi a lungo termine a collegare esplicitamente il fenomeno alla steatosi epatica», afferma Robert Wilechansky, epatologo dell’OHSU. «Sappiamo che il fegato è molto in sintonia con i ritmi circadiani dell’organismo. Ci interessa quindi capire se modificare gli orari dei pasti possa influire sulla salute, senza cambiare la composizione degli alimenti consumati».

Il corpo possiede diversi orologi circadiani: anche il fegato ha un proprio sistema di regolazione temporale, collegato ai ritmi principali. Secondo i ricercatori, nelle ore serali potrebbe essere meno pronto a elaborare il cibo in modo efficiente. Questo potrebbe favorire l’accumulo di grasso e l’aumento della glicemia, ma l’ipotesi deve ancora essere verificata.

«I nostri risultati si aggiungono alla crescente letteratura scientifica che associa il consumo di cibo in tarda serata a esiti sfavorevoli sul piano metabolico ed epatico», scrivono gli autori. «Il legame è biologicamente plausibile: un maggiore apporto calorico serale potrebbe favorire l’obesità e le alterazioni metaboliche, riducendo la sensibilità all’insulina e il consumo di energia durante la notte».

Malattia del fegato
Un fegato sano
sinistra

Per approfondire il fenomeno serviranno studi che registrino non solo l’orario degli spuntini, ma anche quali alimenti vengono consumati. Sarà inoltre utile misurare direttamente indicatori come la glicemia e la quantità di grasso nel fegato. Un gruppo dell’OHSU di cui fa parte Wilechansky sta già reclutando partecipanti per uno studio clinico più approfondito.

«Gli effetti del consumo di cibo in tarda serata sulle patologie epatiche dovrebbero essere studiati ulteriormente su popolazioni diverse, ricorrendo a esami di diagnostica per immagini del fegato e a indicatori della gravità della malattia», scrivono i ricercatori. «La conferma di questi risultati potrebbe influire sulle migliori pratiche nutrizionali per le persone con malattie epatiche croniche».

La MASLD, nota anche come steatosi epatica, è una condizione in cui problemi metabolici, come l’obesità, portano all’accumulo di grasso nel fegato. In alcune persone può provocare cicatrici che, a loro volta, possono evolvere in cirrosi: una condizione caratterizzata da danni permanenti al fegato, che può infine compromettere il funzionamento dell’organo. Comprendere meglio come queste patologie insorgono o peggiorano potrebbe aiutare a prevenirle e curarle.

Rispettare gli orari dei pasti potrebbe rivelarsi un modo semplice per ridurre il rischio di malattie epatiche, anche se i risultati devono essere confermati. «Vediamo continuamente che il momento in cui si svolgono determinate attività, che si tratti di dormire, mangiare o fare esercizio, conta davvero», afferma Andrew McHill, fisiologo del sonno e dei ritmi circadiani dell’OHSU.

Condividi l'articolo
Redazione Scienze Notizie
Redazione Scienze Notizie

La Redazione di Scienze Notizie seleziona ogni giorno le scoperte e gli studi più interessanti pubblicati da riviste scientifiche, università, agenzie spaziali e testate internazionali, e li racconta in italiano in modo chiaro, con la fonte citata in fondo a ogni articolo. I testi sono preparati e controllati attentamente dalla redazione prima della pubblicazione. Hai trovato un errore? Scrivici: lo correggiamo.