In 101 adulti con steatosi epatica associata a disfunzione metabolica, il gelato dolcificato con brazzeina ha provocato picchi di glicemia circa dimezzati rispetto a quello preparato con zucchero. Il risultato emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition ESPEN, condotto da ricercatori del Centro federale di ricerca per la nutrizione, la biotecnologia e la sicurezza alimentare in Russia. Gli autori precisano però che le ricette differivano anche per altri ingredienti: non è quindi possibile attribuire l’effetto alla sola brazzeina.
La brazzeina è una proteina dolce individuata in origine in un frutto dell’Africa occidentale. Oggi viene prodotta soprattutto usando funghi geneticamente modificati. A parità di peso, può essere fino a 2.000 volte più dolce dello zucchero e, secondo quanto riportato, viene metabolizzata dall’organismo in modo naturale.
I partecipanti avevano una diagnosi di MASLD, una condizione in cui il grasso si accumula nel fegato e che spesso è associata a obesità e diabete. La ricerca era un trial crossover randomizzato e controllato in doppio cieco: in questo tipo di studio, ogni partecipante prova più trattamenti in momenti diversi, senza sapere quale sta ricevendo.
In tre giornate separate, ciascuno ha mangiato una porzione standard di 100 grammi di gelato alla vaniglia. Una volta era dolcificato con zucchero, una con brazzeina e una con brazzeina e inulina, una fibra alimentare. Dopo i due gelati senza zucchero, l’aumento della glicemia è stato significativamente più contenuto: i picchi erano circa la metà di quelli osservati dopo il gelato con zucchero. La riduzione è risultata più marcata nelle persone con diabete di tipo 2, ma consistente anche in quelle senza questa diagnosi. Non sono stati segnalati effetti collaterali gravi.

Isakov et al., Clin. Nutr. ESPEN, 2026
«Dal punto di vista della nutrizione clinica, i risultati attuali indicano che le formulazioni testate, prive di saccarosio e contenenti brazzeina, potrebbero meritare ulteriori approfondimenti come potenziali alternative allo zucchero per i pazienti con MASLD, compresi quelli con diabete di tipo 2», scrivono i ricercatori.
I risultati sono in linea con precedenti studi sui topi, nei quali la brazzeina era stata esaminata come possibile sostituto dello zucchero. Non dimostrano, tuttavia, che consumarla regolarmente migliori la salute: l’esperimento ha misurato la risposta glicemica dopo un singolo pasto, non gli effetti nel tempo.
La proteina resiste a temperature fino a 80 °C e a un ampio intervallo di acidità, caratteristiche che potrebbero renderla adatta a diversi alimenti, compresi i dessert gelati. Ma lo zucchero non serve soltanto a dolcificare: nel gelato contribuisce anche a dare volume e viscosità. Per questo, le formulazioni testate includevano altri ingredienti, che insieme alla brazzeina possono aiutare a ottenere un prodotto simile a quello tradizionale.

Secondo gli autori, sostituire lo zucchero in alimenti familiari potrebbe essere più praticabile che chiedere alle persone di rinunciare ai dolci. «Gli alimenti e le bevande zuccherati, compresi prodotti molto diffusi come gelati, dessert e dolciumi, sono profondamente radicati nelle abitudini alimentari di tutto il mondo e continuano a diffondersi», scrivono. «Una forte limitazione di questi prodotti nella dieta è spesso irrealistica e può rendere difficile attenersi alle raccomandazioni alimentari».
Lo studio non chiarisce se gli alimenti dolcificati con brazzeina possano influire, dopo mesi o anni, sul grasso nel fegato, sul diabete, sulla pressione sanguigna o su altre condizioni correlate. Inoltre, i partecipanti rappresentavano un gruppo circoscritto: tutti avevano la MASLD e molti avevano ricevuto una diagnosi di obesità. Anche fattori come la compagnia a tavola e il modo di mangiare possono influenzare la glicemia e potranno essere considerati nelle ricerche future.
«Sono necessari studi a più lungo termine per determinare se la sostituzione ripetuta dei dessert contenenti saccarosio con alternative dolcificate con brazzeina si traduca in benefici duraturi sul piano metabolico, epatico, del microbioma o dei comportamenti», concludono i ricercatori. Serviranno quindi studi più lunghi, con la sostituzione dello zucchero con brazzeina in una varietà di alimenti di consumo comune, prima di stabilire se questa proteina possa offrire benefici duraturi alle persone con diabete o MASLD, o a chi vuole ridurre il consumo di zucchero.
Fonte: sciencealert.com


