Le piogge stagionali avevano iniziato a riempire il lago salato di Akrotiri, a Cipro, quando il satellite Landsat 8 ne ha ripreso la penisola il 10 ottobre 2026. L’immagine è stata acquisita dallo strumento OLI (Operational Land Imager) e pubblicata dalla NASA Earth Observatory.
Cipro cominciò a formarsi circa 90 milioni di anni fa, nel Cretaceo superiore. Roccia fusa fuoriuscì dal fondale marino, si raffreddò e diede origine a nuova crosta oceanica. In seguito, i movimenti tettonici sollevarono alcune porzioni di questa roccia, che emersero formando un’isola aspra. Era composta da ofiolite, una roccia screziata e verdastra, talvolta paragonata alla pelle di un serpente. Resti di quell’antica formazione sono ancora visibili nelle rocce scure dei monti Troodos.
Durante il Miocene, attorno all’isola si depositarono strati più recenti di gesso, calcare, marna e altre rocce sedimentarie marine. Una successiva fase di sollevamento geologico contribuì a formare una seconda isola, più piccola, a sud. Col tempo, i fiumi riversarono sedimenti nel canale che separava le due isole. Mescolandosi ai materiali marini, i sedimenti formarono delta e infine due istmi, o tomboli: strisce di terra che collegano un’isola alla costa o a un’altra isola. La massa terrestre risultante è la penisola di Akrotiri, oggi la punta più meridionale di Cipro.
I margini sabbiosi della penisola sono visibili nell’immagine di Landsat 8. Tra i due tomboli si trova il lago salato di Akrotiri, una laguna costiera che un tempo era un braccio del Mar Mediterraneo. Il tombolo occidentale, formato dai ciottoli e dalle sabbie depositati dal fiume Kouris, si sviluppò per primo, circa 50.000 anni fa. Secondo i geologi, quello orientale si estese verso sud a partire da Cipro e isolò il lago dal Mediterraneo soltanto negli ultimi 2.000 anni.
Il livello dell’acqua varia molto con le stagioni: di solito sale nel tardo autunno e in inverno, mentre il lago si prosciuga durante l’estate. Le acque invernali hanno storicamente attirato numerosi fenicotteri svernanti, in media circa 4.000 esemplari. Secondo quanto riportato dai media, però, negli ultimi anni il loro numero è diminuito, fino a scendere a 30 esemplari nel 2025.
I fenicotteri si radunano da tempo nel lago per nutrirsi di artemie, piccoli crostacei ricchi di carotenoidi, sostanze colorate che contribuiscono alla caratteristica tonalità rosa degli uccelli.

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Cipro è nota anche per i serpenti. Nell’antichità l’isola era chiamata Ophiousa, cioè «terra dei serpenti», probabilmente per la presenza numerosa di vipere dal muso smussato. Secondo una leggenda, durante una siccità nel IV secolo i serpenti erano diventati un problema così grave che l’imperatrice romana Elena, madre di Costantino il Grande, fece arrivare dall’Egitto navi cariche di gatti per contenere i rettili velenosi. I primi felini furono liberati in una zona infestata dai serpenti, nel sud-est della penisola di Akrotiri, che prese il nome di Capo Gata, «Capo del gatto» in greco.
Sul promontorio sorge ancora il monastero di San Nicola dei Gatti. La leggenda racconta che i monaci incoraggiassero i gatti arrivati dall’Egitto a cacciare i serpenti. Oggi a Cipro vivono oltre un milione di gatti, tanti quanti gli abitanti dell’isola. Secondo il St. Nicholas Center, le poche monache che risiedono attualmente nel monastero si prendono ancora cura di centinaia di felini.
Una seconda immagine, acquisita dallo strumento OLI di Landsat 8 il 10 ottobre 2026, mostra la metà occidentale di Cipro. Le immagini della NASA Earth Observatory sono state realizzate da Michala Garrison usando dati Landsat dell’U.S. Geological Survey. Il testo è di Adam Voiland.

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Fonte: science.nasa.gov


