Le Tauridi possono produrre fino a cinque meteore all’ora nei rispettivi picchi di novembre, con la possibilità di vedere anche bolidi molto luminosi. Le Tauridi meridionali raggiungeranno il secondo massimo nella notte tra il 4 e il 5 novembre; quelle settentrionali sono attese al picco tra l’11 e il 12 novembre.
Ogni autunno la Terra attraversa le scie di detriti lasciate dalla cometa Encke, un corpo ghiacciato largo 4,8 chilometri che orbita attorno al Sole ogni 3,3 anni. Le particelle che entrano nell’atmosfera a circa 104.607 chilometri orari producono le scie luminose chiamate meteore. Lo sciame si divide in due rami: le Tauridi meridionali, attive dal 20 settembre al 20 novembre, e le Tauridi settentrionali, visibili dal 20 ottobre al 10 dicembre.
Entrambi i rami sembrano provenire da un punto del cielo, detto radiante, nella costellazione del Toro, che nelle sere di novembre sorge a sud-est. Le Tauridi sono note per i bolidi, meteore particolarmente brillanti che possono superare in luminosità Venere. Si formano quando frammenti di detriti grandi come ciottoli entrano nell’atmosfera e bruciano.
Le Tauridi meridionali hanno due picchi annuali: il primo si è verificato il 14 ottobre, mentre il secondo è previsto nella notte tra il 4 e il 5 novembre. In questa occasione potrebbe aumentare l’attività dei bolidi. Le Tauridi settentrionali dovrebbero raggiungere il massimo nella notte tra l’11 e il 12 novembre, con una frequenza prevista analoga. La luce lunare sarà quasi assente, lasciando il cielo relativamente buio.
Per osservare il maggior numero di meteore, è consigliabile raggiungere un luogo lontano dalle luci e guardare il cielo intorno a mezzanotte, quando il radiante si trova alto a sud-est. Non è però necessario fissare il Toro: le meteore viste vicino al radiante sembrano lasciare scie più corte, perché colpiscono l’atmosfera quasi frontalmente. Conviene quindi osservare una zona di cielo un po’ più distante, dove le scie appaiono più lunghe.
Non servono telescopi o binocoli: restringerebbero il campo visivo, mentre per cercare le meteore è meglio osservare una porzione di cielo il più ampia possibile. È utile coprirsi bene e lasciare agli occhi 20-30 minuti per adattarsi al buio, così da aumentare le possibilità di vedere anche le meteore più deboli. Per fotografare lo sciame, si possono consultare guide e consigli dedicati alle fotocamere, agli obiettivi per l’astrofotografia e alla ripresa delle meteore in movimento.

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Fonte: space.com


