A Westminster un sarcofago romano custodiva i resti di un possibile abate

Le ossa, datate tra il 987 e il 1052, potrebbero appartenere ad Ælfwig, abate di Westminster dal 993 al 1020. L’ipotesi è stata proposta in uno studio pubblicato sul Journal of the British Archaeological Association.

la metà superiore di uno scheletro umano in un sarcofago

Un uomo di mezza età, morto tra il 987 e il 1052, fu sepolto in un sarcofago romano del IV secolo, riutilizzato e decorato con una grande croce medievale. Potrebbe trattarsi dell’abate Ælfwig, che guidò l’abbazia di Westminster dal 993 al 1020, ma l’identificazione non è certa. La proposta è dell’archeologo consulente dell’abbazia, Warwick Rodwell, in uno studio pubblicato il 21 ottobre sul Journal of the British Archaeological Association.

Il sarcofago fu scoperto nel 1869 dal capo scalpellino di Westminster. Il coperchio portava una croce anglosassone dell’XI secolo, mentre su un fianco comparivano decorazioni romane e un’iscrizione latina: «Alla memoria di Valerius Amandinus. Valerius Superventor e Marcellus lo fecero per il loro padre». Gli esperti capirono così che la tomba romana era stata riutilizzata secoli dopo, ma per quasi 150 anni non seppero chi vi fosse stato deposto nel Medioevo. Si riteneva infatti che la sepoltura fosse stata saccheggiata all’inizio del XIX secolo e che non contenesse più resti umani.

Nel 2016, durante l’apertura del sarcofago per un intervento di conservazione, fu invece trovato uno scheletro completo. Le ossa erano state spostate e il cranio presentava un foro accidentale; braccia e gambe erano mescolate. Nonostante le condizioni, James Langthorne, bioarcheologo di Pre-Construct Archaeology, stabilì che i resti appartenevano a un uomo di mezza età e di statura media. Lo scheletro mostrava segni di osteoartrite, due fratture costali rimarginate e la gotta. La datazione al carbonio collocò le ossa tra il 987 e il 1052, confermando che il sarcofago era stato riutilizzato nel Medioevo.

«Questo ci porta all’ultima questione, quella più importante: chi era?», ha scritto Rodwell. In assenza di corredi funerari, forse sottratti durante il saccheggio, l’archeologo ritiene che il defunto fosse «quasi certamente un abate», sepolto con onori in una bara di pietra sormontata da una grande croce.

Confrontando la datazione dei resti con i periodi in cui gli abati guidarono Westminster, Rodwell ha individuato tre possibili candidati: Wulfsige, in carica dal 988 al 993; Ælfwig, dal 993 al 1020; e Wulfnoth, dal 1020 al 1049. Wulfsige lasciò l’abbazia per diventare vescovo altrove, quindi è meno probabile che sia stato sepolto lì. «Di conseguenza, abbiamo due candidati plausibili per l’occupante del sarcofago», ha scritto Rodwell. Il fatto che Ælfwig fosse già monaco a Westminster, ha aggiunto, «potrebbe far propendere per lui».

un sarcofago di calcare il cui coperchio è scolpito con una grande croce
(Crediti immagine: Dean & Chapter of Westminster)

L’identificazione resta comunque un’ipotesi. Non è chiaro perché un abate dell’XI secolo sia stato sepolto in un sarcofago romano del IV secolo: Rodwell osserva che il riutilizzo di sarcofagi romani è estremamente insolito e che non è stato trovato un altro caso paragonabile. Un altro esempio di sarcofago romano scoperto e restaurato a Blenheim mostra quanto questi reperti possano riservare nuove sorprese.

Una possibile spiegazione potrebbe essere legata all’iscrizione. La parola iniziale, «memoriae» («alla memoria»), potrebbe indicare che Valerius Amandinus fosse un paleocristiano. Secondo Rodwell, potrebbe essere stato una figura importante nella Londra romana, ma «purtroppo non si sa nulla della sua carriera».

Anche la provenienza del sarcofago è incerta. Fu realizzato con calcare estratto nell’Oxfordshire, nell’Inghilterra meridionale, ma potrebbe essere stato collocato in origine in un mausoleo romano e poi recuperato e trasferito. Rodwell ha ipotizzato che «nei dintorni dell’abbazia di Westminster potrebbe esserci una villa con il suo cimitero, ancora in attesa di essere scoperta». A Londra è stato rinvenuto anche un mausoleo romano incredibilmente conservato.

Il sarcofago è oggi esposto nelle Queen’s Diamond Jubilee Galleries dell’abbazia di Westminster.

una fotografia in bianco e nero del lato di un sarcofago romano con un’iscrizione
(Crediti immagine: Dean & Chapter of Westminster)

una veduta aerea di uno scavo con muri e la fossa funeraria in cui fu collocato un sarcofago romano
(Crediti immagine: © Pre-Construct Archaeology Ltd; (CC-BY-ND 4.0))

uno scheletro umano disteso per intero in un sarcofago, ma con diverse ossa fuori posto
(Crediti immagine: © Pre-Construct Archaeology Ltd; (CC-BY-ND 4.0))

due vedute di un cranio umano che mostrano danni post mortem e ricostruzione
(Crediti immagine: © Pre-Construct Archaeology Ltd; (CC-BY-ND 4.0))

Fonte: livescience.com

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