Perché esistiamo? Una delle domande più profonde della scienza potrebbe trovare una nuova spiegazione grazie a una particella finora poco considerata dai fisici. Secondo due ricercatori dell’Università di Southampton, nel Regno Unito, e dell’Indian Institute of Technology Kanpur, in India, un particolare tipo di neutrino potrebbe aver contribuito a creare le condizioni necessarie alla nascita dell’universo come lo conosciamo. Il problema riguarda la materia e l’antimateria. Secondo le teorie attuali, subito dopo il Big Bang queste due componenti avrebbero dovuto formarsi in quantità quasi uguali. Quando entrano in contatto, infatti, materia e antimateria si annichilano, trasformandosi in energia.
Se fossero state prodotte in proporzioni identiche, gran parte della materia avrebbe potuto scomparire. Eppure, oggi l’universo è composto prevalentemente da materia, quella che forma stelle, pianeti e organismi viventi. Gli scienziati chiamano questo fenomeno asimmetria materia-antimateria. Nel loro studio, pubblicato sulla rivista Physical Review Letters, i ricercatori indicano come possibile protagonista il neutrino pesante destrorso disaccoppiato. I neutrini sono particelle fondamentali prive di carica elettrica che interagiscono molto raramente con la materia. Secondo l’ipotesi, questa particella potrebbe aver influenzato l’espansione e la temperatura dell’universo primordiale, modificando le condizioni in cui si formavano materia e antimateria. I suoi decadimenti potrebbero inoltre aver favorito la produzione di materia rispetto all’antimateria. Si tratta di una spiegazione teorica, non di una scoperta definitiva. Ulteriori studi saranno necessari per verificare se questa particella abbia davvero avuto un ruolo decisivo nella nostra esistenza.


