Le ultime novità sul caso Xylella nel Salento

Malgrado i tribunali la pensino diversamente, in Puglia non esistono altri ceppi di Xylella. Tutto questo è stato confermato da uno studio recente che mette in guardia sul fatto che il noto batterio è arrivato anche nel Nord Italia. Xylella fastidiosa è il batterio che sta decimando gli ulivi pugliesi. Si tratta di una malattia delle piante che era finora rimasta sconosciuta in Europa e che proviene originariamente dall’America centrale e meridionale. È per questo che i pubblici ministeri di Lecce hanno iniziato un’indagine per scoprire come arrivi in Italia questa minaccia.

Il batterio che si diffonde in tutti i campi tramite gli insetti che fanno da vettore fanno in modo da devastare le piante fino a che non appassiscono in modo irreparabile. L’unica cosa da fare è sradicarle. Gli ulivi pugliesi spesso vivono più di un centinaio di anni e sono una caratteristica fondamentale del paesaggio. Pertanto, estirparli va anche contro una legge regionale. Ecco perché il primo sradicamento delle piante infette ha provocato le proteste degli agricoltori e delle organizzazioni ambientaliste.

Ma questo non è solo un problema italiano. Nel corso degli ultimi tempi, la Francia, temendo che il batterio raggiungesse i suoi vigneti, ha imposto unilateralmente un embargo su qualsiasi prodotto vegetale proveniente dalla Puglia fino a quando, qualche settimana dopo, ha trovato dei batteri di Xylella in delle piante di caffè ornamentali provenienti dalla Costa Rica che si trovavano nel mercato di Rungis, vicino a Parigi.

L’Italia ha chiesto l’intervento dell’UE al fine di aiutare i produttori di olive e le aziende vivaistiche colpite dal batterio rafforzando i controlli alle frontiere dell’UE. Bruxelles ha dichiarato di essere pronta ad agire, ma uno dei piani prevede la distruzione non solo degli ulivi malati, ma anche di tutte le piante nel raggio di 100 metri intorno alle piante infette. Questo comporterebbe una vera e propria carneficina di ulivi.

Xylella

Le ultime novità sul caso Xylella nel Salento – pixabay.com

Negli scorsi giorni, però, sono venute fuori alcune novità presenti in un articolo del CNR in collaborazione con l’Università di Bari sulla rivista scientifica European Journal of Plant Pathology. La prima notizia è il fatto che l’unico ceppo di Xylella presente nel Salento è il noto ST53, che proviene dall’America centrale e meridionale. Dopo varie analisi delle piante e delle zone contaminate dal batterio, gli scienziati hanno confermato che la Xylella è presente in un ceppo soltanto. Questa scoperta non riguarda solo l’olivo, ma anche tutte le altre piante del Salento, come il ciliegio, il mandorlo, l’oleandro e le piante ornamentali alloctone come la pervinca del Madagascar, la Westringia fruticosa e la Polygala Mirtifolia.

La seconda scoperta, invece, riguarda la contaminazione di alcune piante di caffè ornamentali che sono state trovate nel Nord Italia. Alcune di esse arrivano dal Costa Rica e sono passate attraverso l’Olanda per arrivare fino a noi. La cosa strana è che nessuna delle piante rilevate nel Nord Italia è stata infettata da un ceppo simile a quello del Salento. Si tratta infatti di ceppi sconosciuti finora e non presenti in Italia. Si sa soltanto che sono simili al ceppo Xylella fastidiosa.