La scienza è vicina alla clonazione degli esseri umani?

Tra etica, limiti scientifici e nuove alternative: la clonazione umana è possibile?

La scienza è vicina alla clonazione degli esseri umani?

Nel 1996 la pecora Dolly segnò una svolta storica: fu il primo mammifero clonato a partire da una cellula adulta. Questo evento fece pensare a molti che la clonazione umana fosse imminente. Tuttavia, a quasi 30 anni di distanza, ciò non è accaduto. Uno dei motivi principali riguarda le forti questioni etiche. Molti esperti ritengono che non esistano motivi validi per creare cloni umani, soprattutto considerando i rischi e le implicazioni morali. Inoltre, un clone non sarebbe una copia “identica” della persona originale: pur avendo lo stesso DNA, svilupperebbe una propria personalità, influenzata dall’ambiente e dalle esperienze di vita. Dal punto di vista scientifico e tecnico, la clonazione è complessa e non priva di rischi. Studi hanno suggerito che potrebbe aumentare la probabilità di malformazioni congenite, rendendo il processo ancora più problematico.

In passato si è anche ipotizzato che la clonazione potesse avere applicazioni utili, ad esempio nella medicina o nella ricerca, come la produzione di cellule staminali compatibili con un paziente. Tuttavia, queste prospettive sono state superate da nuove tecnologie: nel 2006 lo scienziato giapponese Shinya Yamanaka ha sviluppato le cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC), ottenute riprogrammando cellule adulte. Questo metodo consente di ottenere risultati simili senza ricorrere alla clonazione di embrioni. Infine, alcune presunte nascite di cloni umani, come quella annunciata nel 2002 da Brigitte Boisselier, sono considerate bufale, poiché mai dimostrate. In sintesi, la clonazione umana non si è sviluppata per una combinazione di problemi etici, rischi biologici e mancanza di reale utilità, dato che alternative più sicure ed efficaci sono oggi disponibili.

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Lucia Petrone
Lucia Petrone

Studentessa di Lingue e Letterature straniere presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionata di scienza e culture straniere, scrivo su Scienze Notizie dal 2021.