Vulcani Estinti: Nuove Scoperte sul Rischio di Eruzioni Future

Scopri come i vulcani apparentemente dormienti possono nascondere pericoli.

I vulcani estinti e la loro attività silenziosa

I vulcani definiti “estinti” non sono sempre privi di attività. Recenti studi condotti da vulcanologi dell’ETH di Zurigo hanno rivelato che questi vulcani possono accumulare ingenti riserve di magma, pronte a scatenare eruzioni future. La ricerca si è concentrata sul vulcano Methana, situato vicino ad Atene, in Grecia, e ha analizzato un arco temporale di 700.000 anni. Durante questo periodo, è stata osservata una proliferazione di cristalli di zirconio, coincidente con un lungo periodo di inattività, superando i 10.000 anni. Questo suggerisce che, nonostante l’apparente quiescenza, enormi quantità di magma continuano a accumularsi sotto la superficie, rendendo questi vulcani potenzialmente pericolosi.

Le implicazioni della lunga dormienza vulcanica

La lunga dormienza di un vulcano può sembrare rassicurante, ma rappresenta un problema significativo per le previsioni sui rischi vulcanici. Le attuali valutazioni si basano sull’idea che un vulcano possa considerarsi estinto dopo circa 10.000 anni di inattività. Tuttavia, i ricercatori hanno esaminato campioni di roccia provenienti da 31 località del vulcano Methana, tutte collegate a eruzioni storiche. Olivier Bachmann, vulcanologo dell’ETH di Zurigo, ha affermato che i vulcani possono “respirare” sottoterra per millenni senza mai eruttare. Questa scoperta mette in discussione le attuali classificazioni e la sicurezza percepita di vulcani apparentemente dormienti.

Il vulcano Methana e la sua storia eruttiva

Methana, situato all’estremità occidentale dell’Arco Vulcanico del Sud Egeo, ha una storia eruttiva complessa, con oltre 31 eruzioni documentate, comprese tre di natura esplosiva. L’ultima eruzione risale a circa 2.250 anni fa ed è stata registrata dallo storico greco Strabone. I ricercatori hanno analizzato i cristalli di zirconio nei campioni di roccia, utilizzando il decadimento radioattivo per determinarne l’età. Questi cristalli fungono da capsule temporali, rivelando la storia della Terra per oltre 4 miliardi di anni. La ricerca ha permesso di ricostruire la vita interiore del vulcano con una precisione mai vista prima.

L’arco vulcanico dell’Egeo meridionale, che mostra Methana a sinistra e Santorini in basso.
Giorgostr/Wikimedia Commons

Attività silenziosa e rischi vulcanici

La ricostruzione della storia vulcanica di Methana ha rivelato che i vulcani apparentemente inattivi possono essere silenziosamente attivi. Il picco nella formazione di zirconio è avvenuto durante un lungo periodo di calma, tra 280.000 e 170.000 anni fa, nonostante l’assenza di segni di attività in superficie. Questo fenomeno è attribuibile alla subduzione di placche tettoniche, che porta acqua e sedimenti all’interno della Terra, aumentando la produzione di magma. Tuttavia, la saturazione d’acqua rende il magma più denso e meno mobile, rallentando il suo ascenso e riducendo il numero di eruzioni.

Conclusioni e raccomandazioni per il monitoraggio vulcanico

Le scoperte riguardanti il vulcano Methana suggeriscono che molti vulcani nelle zone di subduzione potrebbero essere alimentati da magma primitivo umido. Questo aspetto non è ancora pienamente riconosciuto dalla comunità scientifica. Pertanto, è fondamentale riconsiderare la classificazione dei vulcani definiti “estinti”. I ricercatori raccomandano di monitorare le emissioni di gas, la deformazione del suolo, i terremoti vulcano-tettonici e le anomalie gravitazionali per identificare i vulcani a lungo inattivi che potrebbero risorgere. Questo sottolinea l’importanza di un monitoraggio costante, anche in assenza di recenti eruzioni, per garantire la sicurezza delle popolazioni vicine.

I vulcani 'estinti' potrebbero non essere così estinti dopo tutto, dicono gli scienziati
Il materiale marrone, che è il risultato dell’eruzione più recente di Methana, può ancora essere visto fluire nel mare.
R zvan-Gabriel Popa/ETH Zurich