Le autorità egiziane hanno recentemente rivelato un’importante scoperta archeologica a Tell el-Farama, nell’area del Sinai settentrionale, che una volta corrispondeva all’antica città di Pelusio. Questo sito, menzionato nel Libro di Ezechiele come la città biblica di “Sin”, è stato identificato come un importante centro religioso dell’antico Egitto. In particolare, gli scavi hanno portato alla luce un complesso rituale dedicato alla divinità locale Pelusios, divinità associata al fango, un elemento legato al fiume Nilo.
La scoperta più rilevante è un enorme bacino di circa 35 metri di diametro, che un tempo veniva riempito con le acque del Nilo mescolate al limo. Questa vasca, che gli archeologi ritengono sia stata utilizzata per secoli, è un simbolo del legame con Pelusios, il cui nome deriva dalla parola greca “pelos”, che significa “fango”. La sua presenza in un impianto che era circondato da canali e serbatoi d’acqua suggerisce un utilizzo rituale e sacro legato ai culti religiosi locali.
Il bacino era accessibile tramite ingressi situati sui lati orientale, meridionale e occidentale, mentre il lato settentrionale ha mostrato segni di danni significativi. Gli archeologi ipotizzano che questa struttura sia stata attiva ininterrottamente dal secondo secolo a.C. fino al sesto secolo d.C., periodo durante il quale il sito ha ricoperto un ruolo fondamentale nelle pratiche religiose dell’epoca. Sebbene inizialmente il sito fosse considerato un semplice edificio civile, successivi studi hanno confermato che si trattava di un impianto legato a rituali religiosi e a cerimonie sacre. La posizione geografica di Pelusio nell’antichità, come punto di accesso strategico alla frontiera nord-orientale dell’Egitto, è in linea con la descrizione biblica di “Sin”, che nel Libro di Ezechiele viene definita come una roccaforte dell’Egitto. In Ezechiele 30:15, Dio pronuncia la sua ira su “Sin, la roccaforte d’Egitto”, un passo che rafforza il legame tra la città biblica e Pelusio. La scoperta di questo sito aggiunge nuova luce alla comprensione storica di quest’area, che fin dalle prime traduzioni della Bibbia è stata identificata con Pelusio.
Questa scoperta fa parte di una serie di importanti ritrovamenti archeologici recenti in Egitto, che includono anche il ritrovamento di otto rotoli di papiro risalenti a circa 3.000 anni fa, il cui contenuto è ancora sconosciuto. Inoltre, le autorità egiziane hanno annunciato la scoperta di un antico monastero cristiano risalente al IV-VI secolo d.C., che testimonia i primi sviluppi del monachesimo cristiano nell’area.
Sherif Fathy, il ministro del Turismo e delle Antichità egiziano, ha sottolineato l’importanza di queste scoperte, affermando che esse evidenziano la strategica rilevanza del Sinai settentrionale, una zona ricca di siti archeologici ancora poco esplorati e pieni di potenziale. L’area continua a custodire segreti che potrebbero fornire nuove informazioni sulla storia religiosa, culturale e politica dell’Egitto antico.

