Per oltre due decenni gli scienziati hanno cercato di comprendere meglio il misterioso Atelocynus microtis, un raro canide amazzonico soprannominato “cane fantasma” per la sua estrema elusività. Grazie a una vasta rete di fototrappole installate nelle foreste della Bolivia e del Perù, nelle regioni del Grande Madidi-Tambopata e dei Llanos de Moxos, i ricercatori della Wildlife Conservation Society hanno raccolto oltre 594 immagini della specie nel suo ambiente naturale, ottenendo il quadro più completo mai realizzato sul suo comportamento e sulla sua distribuzione.
Fino a pochi anni fa le conoscenze su questo animale erano sorprendentemente limitate: esistevano soltanto poche segnalazioni ufficiali, alcuni esemplari museali e rarissimi avvistamenti diretti. Le nuove immagini mostrano invece un predatore ben adattato alla vita nella foresta amazzonica, caratterizzato da piccole orecchie arrotondate, corpo robusto, coda folta e un mantello che varia dal marrone rossiccio al grigio scuro. Una delle sue caratteristiche più insolite è la presenza di zampe semi-membranate, una peculiarità unica tra i canidi amazzonici che suggerisce una certa capacità di muoversi in ambienti acquatici, anche se trascorre gran parte del tempo nelle foreste interne lontano dai corsi d’acqua.
Lo studio ha inoltre permesso di comprendere meglio le sue abitudini. Il cane dalle orecchie corte sembra essere prevalentemente attivo durante il giorno, soprattutto tra le prime ore del mattino e mezzogiorno, mentre evita le ore crepuscolari, probabilmente per ridurre la competizione con altri predatori della foresta. Le fototrappole hanno documentato anche la presenza di altri animali schivi come ocelot e giaguari, consentendo confronti sulla distribuzione delle diverse specie.
La scoperta più sorprendente riguarda però la sua abbondanza. Sebbene resti un animale difficile da osservare, i dati indicano una densità di circa 15 individui ogni 100 chilometri quadrati, una presenza molto maggiore di quanto gli studiosi avessero immaginato. In alcune aree il cane dalle orecchie corte potrebbe addirittura essere più comune di grandi predatori come il giaguaro. Questo suggerisce che la sua reputazione di specie rarissima sia dovuta più alla sua natura estremamente riservata che a una reale scarsità di individui.
Nonostante queste notizie incoraggianti, la specie rimane classificata come quasi minacciata. Essendo l’unico rappresentante del suo genere, il cane dalle orecchie corte possiede un notevole valore evolutivo e biologico. Gli esperti sottolineano che il suo futuro dipende dalla conservazione della foresta amazzonica, minacciata dalla deforestazione e dalla frammentazione degli habitat. Per questo ritengono fondamentale rafforzare la protezione delle aree naturali e sostenere la gestione dei territori indigeni, considerati strumenti essenziali per garantire la sopravvivenza di uno dei mammiferi più enigmatici dell’Amazzonia.

