Il telescopio della NASA sta cadendo sulla Terra: l’incredibile piano d’emergenza per salvarlo dall’inferno di fuoco

Il futuro dell'astronomia appeso a un aggancio millimetrico

L’orbita terrestre bassa rappresenta da decenni il teatro operativo dei principali strumenti di osservazione cosmica, ma è anche un ambiente caratterizzato da un progressivo decadimento orbitale dovuto all’attrito con le particelle atmosferiche residue. Questo fenomeno sta interessando da vicino una delle missioni più significative dell’agenzia spaziale statunitense, il cui telescopio orbitale rischia il rientro incontrollato e la conseguente distruzione termica nell’atmosfera se non si interverrà tempestivamente. Di fronte a questa criticità dinamica, la NASA ha strutturato un piano d’emergenza giudicato inizialmente impraticabile dalla comunità ingegneristica, finalizzato all’innalzamento dell’apogeo del satellite attraverso una complessa manovra di re-boost orbitale.

Il problema principale risiede nell’esaurimento dei propellenti chimici a bordo dello spacecraft, una condizione che preclude qualsiasi correzione di traiettoria autonoma tramite i vettori di assetto originari. La strategia delineata dagli astrodinamici prevede l’impiego di una navetta automatizzata di nuova concezione, la quale dovrà effettuare un rendezvous orbitale non cooperativo ad altissima precisione. Una volta completata la fase di avvicinamento cinematico, il veicolo di soccorso dovrà eseguire un aggancio meccanico rigido sulla struttura del telescopio, stabilizzandone i momenti di inerzia prima di avviare la spinta propulsiva necessaria a trasferire l’intero sistema su un’orbita di parcheggio più elevata e sicura.

L’operazione presenta coefficienti di rischio elevatissimi, legati soprattutto alla vulnerabilità strutturale del telescopio, i cui specchi e pannelli solari non sono stati originariamente progettati per sopportare le sollecitazioni meccaniche e le accelerazioni derivanti da un sistema di propulsione esterno. Inoltre, il software di navigazione della navetta soccorritrice dovrà elaborare in tempo reale i dati telemetrici per compensare le perturbazioni gravitazionali e il gradiente di densità atmosferica, onde evitare collisioni catastrofiche durante la fase di attracco.

Se l’intervento dovesse avere successo, non solo si estenderebbe la vita operativa di uno strumento fondamentale per l’astrofisica e lo studio dei fenomeni extrasolari, ma si stabilirebbe anche un precedente tecnologico di cruciale importanza. La validazione di tecniche di manutenzione e correzione orbitale per satelliti non predisposti aprirà infatti la strada a una nuova era di logistica spaziale protettiva, riducendo l’impatto del decadimento dei vettori e ridefinendo la gestione del ciclo di vita delle infrastrutture strategiche extra-atmosferiche.

https://www.space.com/space-exploration/launches-spacecraft/no-one-thought-it-was-going-to-be-possible-a-space-telescope-is-falling-out-of-space-this-is-nasas-daring-plan-to-save-it