Trovata una struttura mai vista prima in Messico: “Non assomiglia a nulla che conosciamo”

Gli archeologi dell'INAH portano alla luce un centro cerimoniale con geometrie e monoliti alieni alla regione: ci sono evidenti influenze Maya, ma l'architettura è un enigma totale.

Una piattaforma circolare in pietra, totalmente difforme da qualsiasi struttura mai censita in quella porzione di territorio messicano, emerge dal fango dello stato orientale di Veracruz. L’archeologo Lino Espinoza García, coordinatore delle operazioni sul campo per l’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia (INAH), si trova di fronte a un enigma architettonico: i resti preispanici emersi nel sito di Campo Viejo, vicino alla città di Coatepec, mescolano tratti inequivocabili della cultura Maya a elementi mai documentati prima nella regione.

Il complesso risale al periodo Classico Antico, collocabile cronologicamente tra il 200 e il 600 d.C. Oltre alla singolare base circolare, gli scavi hanno portato alla luce una piattaforma formata da lastre di pietra e calcare, incisa con motivi geometrici quasi perfettamente squadrati. Caratteristiche insolite, che si distaccano dai canoni tradizionali dell’area e che privano gli esperti di un qualsiasi termine di paragone. Non esistono registri o correlazioni note con altri siti archeologici della zona.

Il cuore del ritrovamento è un imponente monolito in pietra.

L’elemento scultoreo misura 1,88 metri di altezza e un metro e quarantasette centimetri di larghezza nel suo punto massimo, stringendosi fino a sessantotto centimetri. La superficie scolpita ritrae una scena dal forte valore simbolico e rituale. Due figure umane sono rappresentate nell’atto di avanzare una richiesta: reggono una ciotola per raccogliere un liquido che viene loro concesso. Gli specialisti ipotizzano si tratti di acqua, considerata in quel contesto una sostanza divina, forse legata a riti propiziatori per contrastare un periodo di estrema siccità. Uno dei due personaggi presenta tratti somatici chiaramente riconducibili all’iconografia Maya.

La rilevanza del sito ha spinto la presidenza della repubblica messicana ad annunciare lo stanziamento di fondi straordinari destinati alla prosecuzione delle indagini e al restauro delle strutture. Il ritrovamento include anche reperti minori, tra cui un fischietto in terracotta con sembianze antropomorfe.

Per dirla in modo semplice, gli archeologi hanno trovato i resti di un antico centro cerimoniale dove persone imparentate o influenzate dai Maya si riunivano per chiedere la pioggia agli dei, costruendo templi con uno stile geometrico e circolare che non era mai stato visto prima in quella parte del Messico.

https://www.sciencealert.com/ancient-ruins-found-in-mexico-have-never-before-seen-features

Foto: Un fischietto antropomorfo trovato in un sito archeologico a Coatepec, Veracruz, Messico. (Marco Antonio Martinez/AFP)