Il razzo cinese Long March 5B si è schiantato: l’area del rientro in atmosfera, i dettagli

I dati di CNSA e NOMAD hanno individuato l’area dell’impatto del razzo Lunga Marcia 5B in atmosfera. È differente rispetto a quella ipotizzata. Escluso il territorio italiano

Il secondo stadio del razzo cinese Long March 5B, nonchè uno dei più grandi oggetti rientrati sulla Terra in modo incontrollato, si è infine schiantato sul nostro pianeta. E lo ha fatto in un luogo che non rientrava tra le prime ipotetiche aree di interesse basate sulle orbite seguite dallo stadio del vettore. La conferma dell’impatto in atmosfera e del successivo arrivo a terra è stata data dall’ufficio per il volo umano dell’agenzia spaziale cinese CNSA che ha fornito i primi dati sull’area, individuata nell’oceano Indiano e stimata di 72,47° di longitudine est e 2,65° di latitudine nord. Seppur nell’oceano, ci troviamo a poca distanza (a ovest) dalle isole Maldive.

Secondo quanto riportato dall’agenzia spaziale cinese gran parte del razzo è andata distrutta nelle fasi di rientro in atmosfera ma non è da escludere che un certo numero di frammenti possa aver effettivamente toccato le acque dell’oceano. Anche il Norad, il comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America, ha confermato l’avvenuto rientro del razzo che inizialmente si riteneva potesse finire nel nord Atlantico, in seguito nel bacino del Mediterraneo; ma dai dati sembra certo che sia avvenuto sopra l’oceano Indiano. La Protezione Civile italiana ha emesso comunicati fino a tarda notte per escludere man mano le traiettorie del lanciatore spaziale cinese sul territorio italiano. Alle 3 di notte ne era rimasta solo una, sulla base dei dati forniti dall’Agenzia Spaziale Italiana al tavolo tecnico che sin dalla serata del 7 maggio ha seguito il rientro incontrollato in atmosfera del Long March 5B.

In tarda notte la fascia di rientro è stata ristretta tra le 3 e le 7 del mattino. Infine alle 4:30 è stato ufficialmente escluso l’interessamento del Lunga Marcia 5B sul territorio italiano. Di fatto il Capo Dipartimento della Protezione Civile ha dichiarato, in accordo con ASI, “concluse le attività operative”, chiudendo il Comitato Operativo. Ringraziamenti sono stati rivolti a “tutte le componenti del Sistema Nazionale Protezione Civile, ai partecipanti al tavolo tecnico e alle regioni direttamente interessate per l’impegno e l’attenzione profusi in questi giorni”.