Questo insetto sta colonizzando il Sud Italia e i ricercatori sono preoccupati

ggressive, capaci di formare zattere e pronte a soppiantare le specie locali: l'avanzata delle formiche di fuoco nel Mediterraneo favorisce l'allarme biodiversità.

La formica di fuoco non è un personaggio di un film di fantascienza. È reale, è già qui, e si sta diffondendo. La Solenopsis invicta, originaria del Sud America, era già presente in 88 nidi vicino Siracusa, ma il problema è molto più grande di quanto si pensasse. Nel 2025 l’Unione Europea ha inviato all’Italia un parere motivato per la mancata adozione di misure efficaci per limitarne la diffusione, segnalando la mancanza di strategie strutturate sul medio-lungo periodo. Non si tratta di un insetto comune. Le formiche di fuoco sono capaci di formare zattere per non annegare, reagiscono in modo veloce e aggressivo a qualsiasi minaccia, e attaccano in massa infliggendo morsi molto dolorosi sia agli animali sia agli esseri umani.

Ma il pericolo più grande non sono le punture. Una volta insediate in un nuovo territorio, le colonie sono capaci di competere con le specie autoctone fino a soppiantarle, alterando interi ecosistemi e riducendo la biodiversità. Secondo i ricercatori, metà delle aree urbane europee avrebbero condizioni adatte all’insediamento della specie, e il riscaldamento climatico previsto ne favorirà ulteriormente l’espansione. Le città costiere del Mediterraneo, con i loro porti marittimi, sono considerate particolarmente vulnerabili. Gli abitanti della zona di Siracusa riferivano punture sospette già dal 2019, il che suggerisce che la presenza della specie fosse stata sottostimata per anni. La situazione richiede monitoraggio attivo e misure concrete. Per ora, l’Italia è in ritardo su entrambi i fronti.

Fonte: Current Biology / Greenplanner.it / Helpconsumatori.it