Scoperto pianeta roccioso con atmosfera: è la prima volta

Per la prima volta nella storia dell’astronomia, un pianeta roccioso situato nella zona abitabile di un’altra stella ha rivelato la presenza di un’atmosfera. L’identikit del corpo celeste corrisponde a LHS 1140 b, una super-Terra ampiamente studiata ma che finora non aveva mai mostrato il suo “scudo” gassoso.A guidare lo studio, pubblicato sulla rivista Science, è lo scienziato planetario Collin Cherubim della Harvard University. Il pianeta si trova a circa 50 anni luce di distanza da noi e orbita intorno a una nana rossa, una stella grande e pesante appena un quinto del nostro Sole, decisamente più fredda. Con una massa superiore a cinque volte quella della Terra e un raggio 1,7 volte maggiore, LHS 1140 b ha una densità compatibile con una composizione rocciosa, arricchita da un sottile involucro gassoso e, potenzialmente, da riserve d’acqua.Fino a oggi, gli astronomi erano riusciti a rilevare atmosfere extrasolari solo su giganti gassosi ampiamente irradiati — mondi simili a Giove del tutto incompatibili con la vita.I dati raccolti da Cherubim e dal co-autore Robin Wordsworth, anch’egli planetologo ad Harvard, descrivono uno scenario inedito: un’atmosfera dominata dall’elio.

I ricercatori hanno intercettato il pianeta durante un transito fortuito nel settembre 2024, sfruttando lo spettrografo WINERED installato presso l’Osservatorio di Las Campanas, nel deserto di Atacama in Cile. Analizzando le lunghezze d’onda della luce stellare filtrate dai bordi del pianeta, l’equipe ha rilevato elio in fuga nello spazio a una velocità di centinaia di migliaia di chilogrammi al secondo.Questo flusso di gas, riscaldato dalle radiazioni a oltre 4.700 gradi Celsius, viene spinto all’esterno dai venti stellari e dalle interazioni magnetiche con la stella madre. Un fenomeno che appare variabile: durante successive osservazioni condotte nel 2025, la fuga di elio non è stata rilevata. Il vero enigma era capire come un pianeta roccioso avesse potuto conservare la propria atmosfera per oltre 3 miliardi di anni. Le nane rosse sono infatti note per la loro attività violenta, caratterizzata da brillamenti in grado di spogliare i pianeti vicini. LHS 1140 b riceve dalla sua stella appena il 42% dell’energia che la Terra riceve dal Sole. Questa distanza di sicurezza ha permesso al pianeta di trattenere l’elio primordiale accumulato durante la sua formazione, sopravvivendo alle intense radiazioni X e ultraviolette del passato. La scoperta dimostra inoltre che i telescopi a terra, se dotati di strumentazione ad alta precisione, possono competere direttamente con giganti spaziali come il James Webb nelle indagini sulle atmosfere aliene.