Nel 1947, gli scienziati hanno lasciato cadere 86 chili di ghiaccio secco in un uragano per vedere cosa sarebbe successo

Nel 1947, il "Project Cirrus" tentò di indebolire un ciclone tropicale bombardandolo con ghiaccio secco ad alta quota: la tempesta cambiò inspiegabilmente rotta, scatenando il caos sulla terraferma e il panico dell'opinione pubblica.

L’idea di poter addomesticare i mostri del clima ha affascinato a lungo i laboratori militari del secondo dopoguerra. Il chimico e meteorologo Vincent Schaefer, ricercatore della General Electric, aveva scoperto che introducendo del ghiaccio secco in una nube di acqua sopraffusa era possibile forzare la formazione di cristalli di ghiaccio, innescando la pioggia. Questa intuizione spinse la multinazionale a stringere un accordo con il Naval Research Laboratory e l’Army Signal Corps dell’esercito statunitense: nacque così il Project Cirrus, un programma pionieristico di geoingegneria finalizzato alla manipolazione meteorologica.

La mattina del 13 ottobre 1947, l’esperimento più audace del progetto prese il volo a bordo di un bombardiere B-17 dell’Air Force.

L’obiettivo era un uragano senza nome (noto ufficiosamente come King) che aveva già sferzato la Florida e si stava allontanando in direzione est, nell’oceano Atlantico, a circa 660 chilometri dalle coste di Jacksonville. Ritenendo che la perturbazione non costituisse più una minaccia per la terraferma, l’equipaggio penetrò la tempesta a una quota di circa 8.000 metri. Attraverso un frantumatore installato nella pancia del velivolo, gli scienziati scaricarono circa 86 chilogrammi di ghiaccio secco direttamente nel cuore delle nuvole vorticose.

Schaefer, che osservava la scena da un secondo aereo di supporto, registrò una parziale modifica dello strato nuvoloso, con nevicate e piogge localizzate. La struttura interna del ciclone sembrava alterata.

Poi, la situazione sfuggì completamente al controllo.

Invece di dissiparsi e spegnersi in mare aperto come previsto dai modelli teorici, l’uragano compì una violentissima deviazione di quasi 130 gradi verso ovest. Curvando bruscamente, la tempesta riprese forza e si abbatté contro le coste della Georgia e della Carolina del Sud, provocando devastanti inondazioni, la morte di una persona e danni stimati all’epoca per oltre due milioni di dollari.

La reazione dell’opinione pubblica fu immediata e furiosa. I residenti delle aree colpite minacciarono azioni legali contro il governo e la General Electric, accusandoli di aver deliberatamente deviato la furia distruttrice dell’uragano sulla terraferma. Ad alimentare il panico contribuirono le dichiarazioni del premio Nobel Irving Langmuir, collaboratore del progetto, il quale si disse “sicuro al 99 percento” che la sterzata del ciclone fosse stata causata direttamente dal bombardamento chimico.

Studi meteorologici successivi riabilitarono l’operato degli scienziati, dimostrando che la traiettoria anomala era dovuta a correnti di guida ad alta quota del tutto naturali. Il danno politico e d’immagine era ormai irreparabile: il Project Cirrus venne cancellato d’urgenza e le ricerche sulla modificazione degli uragani rimasero congelate per oltre un decennio.

Nel tentativo di spegnere un incendio atmosferico con una manciata di ghiaccio, gli scienziati scoprirono a loro spese che la complessità dei sistemi meteorologici globali è tale da rendere imprevedibile qualsiasi interferenza umana diretta, trasformando un test di laboratorio in un disastro geopolitico.

https://www.iflscience.com/in-1947-scientists-dropped-86-kilograms-of-dry-ice-into-a-hurricane-to-see-what-would-happen-84068