Straordinaria scoperta nel deserto dei Gobi: trovati antichissimi petroglifi. “Scriviamo la storia”

Annuncio straordinario dalla Mongolia: un team di esperti ha individuato straordinarie pitture rupestri che dovranno ora essere datate e che potrebbero avere oltre 15mila anni. “Sicuramente ce ne sono altre”

Ritrovamento straordinario nel Deserto dei Gobi. Un esperto turco, che ha lavorato sui petroglifi per oltre un decennio, ha affermato che il suo team ha trovato alcune pitture rupestri appartenenti agli antichi turchi in Mongolia, che necessitano di una datazione geologica. “Abbiamo campioni di epoche molto antiche. I risultati potrebbero sorprendere tutti noi perché sappiamo che c’erano gruppi etnici nell’area che parlavano turco”, ha detto all’agenzia di stampa Demirören Semih Güneri, il professore della Dokuz Eylül University. Il processo di datazione geologica potrebbe far luce su questo straordinario ritrovamento.

Güneri, che da due anni lavora nelle zone rurali della Mongolia, ha affermato di aver fotografato molti petroglifi, nella fattispecie immagini create rimuovendo parte della superficie rocciosa mediante incisione, raccolta, intaglio o abrasione come forma di arte rupestre. I dati ufficiali raccolti finora da ricercatori internazionali mostrano che il primo insediamento nella regione di Altai risale a circa 13.000-15.000 anni fa. “Le regioni in cui abbiamo effettuato gli scavi archeologici nel corso degli ultimi due anni sono zone rurali. Quindi non possiamo stimare i risultati della ricerca per ora”, ha detto. “Abbiamo registrato ciò che abbiamo scoperto e registreremo man mano che ne scopriremo di più. Abbiamo digitalizzato le foto che abbiamo scattato. Ora faremo datazioni geologiche e troveremo le date esatte dei petroglifi”. I risultati potrebbero sorprendere poichè potrebbero essere di un’epoca precedente a 15mila anni fa. La difficoltà nel trovarli, ha spiegato l’esperto, è legata alle dure condizioni di lavoro in un deserto, quello dei Gobi, considerato il più grande del mondo. E per questo il professore è certo che molti altri petroglifi appartenenti alla cultura turca si trovino nel deserto: “Li scopriremo tutti e scriveremo i risultati in articoli scientifici internazionali”.