Spazio: osservata misteriosa onda d’urto arcobaleno, per gli scienziati è inspiegabile

Un’onda d’urto multicolore attorno a una nana bianca sfida i modelli fisici attuali e suggerisce un meccanismo energetico non ancora identificato.

Un’onda d’urto estesa e multicolore è stata osservata attorno a una nana bianca distante circa 731 anni luce dalla Terra. La struttura, visibile come un arco irregolare nello spazio circumstellare, non rientra nei comportamenti normalmente attribuiti a questo tipo di oggetti e non trova una spiegazione diretta nei modelli attualmente in uso. La sorgente è identificata nella nana bianca RXJ0528+2838, che fa parte di un sistema binario. In astrofisica, strutture di questo tipo vengono in genere associate all’interazione tra flussi di materia e il mezzo interstellare attraversato dal sistema. Fenomeni simili sono già noti, ma richiedono condizioni specifiche che, in questo caso, non risultano presenti. Le osservazioni sono state effettuate con strumentazione spettroscopica ad alta risoluzione installata su un grande telescopio terrestre. I dati raccolti indicano che l’emissione proviene effettivamente dalla nana bianca e che il fenomeno è in corso da un periodo stimato di almeno mille anni. Questo aspetto è particolarmente problematico, perché implica un apporto energetico continuo e stabile nel tempo.

Nei sistemi binari che ospitano nane bianche, la formazione di onde d’urto è normalmente collegata alla presenza di un disco di accrescimento, alimentato dal materiale sottratto alla stella compagna. Parte di questo materiale può essere espulsa, generando strutture ad arco. Nel sistema osservato, però, non sono state trovate tracce di un disco. L’assenza di questo elemento rende difficile applicare i modelli standard. Una possibile interpretazione considera il ruolo di un campo magnetico particolarmente intenso, capace di convogliare il materiale direttamente sulla superficie della nana bianca. Tuttavia, anche in questo scenario, la durata dell’emissione osservata resta difficile da giustificare. I tempi previsti sarebbero molto più brevi. Le stime energetiche indicano che la potenza necessaria a sostenere l’onda d’urto supera quella attribuibile ai normali processi di accrescimento del sistema. Questo suggerisce che possa essere in gioco un meccanismo di perdita di energia non ancora descritto, forse legato a processi magnetici persistenti. L’osservazione mette in evidenza lacune nelle attuali descrizioni delle nane bianche magnetizzate e apre interrogativi sulla loro evoluzione a lungo termine. Ulteriori dati saranno necessari per chiarire la natura del fenomeno.