Rinfrescare la casa senza condizionatori è possibile? Le possibile soluzioni

Dalle vernici radiative alla fluidodinamica domestica: come trasformare l'abitazione in un sistema termico passivo sfruttando le leggi della termodinamica.

L’architetto e ingegnere termico Mitchell Joachim, docente alla New York University, lo ripete spesso nei suoi seminari: l’errore fondamentale è l’approccio meccanico e postumo al problema del calore. Raffrescare un ambiente non significa necessariamente combattere l’afa con l’elettricità, quanto piuttosto deviare il flusso termico prima che si stabilisca all’interno delle mura domestiche. La sfida oggi si gioca su un doppio binario, che unisce la riscoperta della fisica classica a soluzioni low-cost derivate dai laboratori di scienza dei materiali.

I tetti bianchi e le vernici ultra-riflettenti ne sono l’esempio più macroscopico.

Applicare un rivestimento riflettente sul tetto o sulle pareti esterne più esposte è un’operazione dal costo contenuto ma dall’impatto immediato. Questi materiali non si limitano a respingere la luce visibile, ma lavorano nello spettro dell’infrarosso, rispedendo il calore direttamente verso lo spazio profondo attraverso la cosiddetta “finestra di trasparenza atmosferica“. Il risultato pratico è una riduzione della temperatura superficiale delle strutture che può toccare i 15°C nelle ore di picco. Meno calore accumulato dall’involucro dell’edificio significa, linearmente, meno calore che si propaga per conduzione all’interno delle stanze durante la notte.

C’è poi la gestione fluidodinamica dell’aria, che non costa nulla.

La ventilazione incrociata notturna sfrutta la differenza di pressione tra i lati opposti di un immobile. Aprendo le finestre posizionate sulle facciate in ombra (più fresche) e quelle sui lati opposti, si innesca un tiraggio naturale che espelle l’aria calda accumulata in alto. Per accelerare questo processo si può utilizzare un comune ventilatore, ma piazzato strategicamente: non rivolto verso le persone, bensì posizionato davanti a una finestra aperta e orientato verso l’esterno. Questo movimento forza l’uscita dell’aria calda interna, creando una depressione che richiama l’aria più fresca da fuori.

Sul fronte delle tecnologie emergenti a basso costo, la ricerca si sta concentrando sui sistemi evaporativi passivi e sui materiali a cambiamento di fase (PCM) economici, come le miscele a base di paraffine o sali idrati inseriti in pannelli da parete. Questi composti assorbono il calore ambientale liquefandosi durante il giorno (senza aumentare la propria temperatura) e lo rilasciano solidificandosi di notte, quando le finestre sono aperte e l’ambiente può essere ventilato.

In sostanza, raffrescare la casa a costo quasi zero è una questione di gestione dei flussi: bisogna schermare i vetri esternamente durante il giorno (le tende interne bloccano il calore quando è già tardi), sigillare gli infissi nelle ore più calde e trasformare l’abitazione in un camino ventilato non appena il sole tramonta.