Il sole impazzisce: 10 brillamenti in 24 ore potrebbero regalare uno spettacolo celeste nelle prossime ore

Il ciclo solare 25 ha raggiunto una fase di attività parossistica, scagliando verso la Terra una raffica di radiazioni e plasma che minaccia le infrastrutture tecnologiche ma promette aurore boreali a basse latitudini.

Il ciclo solare 25 non accenna a spegnersi e ha appena scagliato una raffica di radiazioni che sta investendo l’orbita terrestre. Gli strumenti del coordinatore del monitoraggio meteorologico spaziale del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) hanno registrato un’impennata drammatica dell’attività eruttiva: la nostra stella ha emesso ben 10 brillamenti di classe M (e un forte evento di classe X1.1) nell’arco di sole 24 ore. Un bombardamento geomagnetico che gli astrofisici non hanno esitato a definire un comportamento da “sole mitragliatrice”.

Il cuore di questa tempesta risiede nella macchia solare AR4479, un gigantesco cumulo di instabilità magnetica orientato direttamente verso la Terra.

I brillamenti di classe M rappresentano la seconda categoria più energetica della scala di classificazione solare, superata solo dagli eventi X. Quando le linee del campo magnetico intorno a queste regioni instabili si attorcigliano fino a spezzarsi, rilasciano istantaneamente immense quantità di raggi X e radiazioni ultraviolette che viaggiano alla velocità della luce. L’impatto sul nostro pianeta è stato immediato: la ionizzazione degli strati inferiori dell’atmosfera ha innescato blackout radio a onde corte (fino al livello R3, considerato forte) sopra l’Oceano Pacifico e ampie zone dell’Asia meridionale.

Il vero problema, tuttavia, non sono le radiazioni luminose, ma la materia solare che viaggia subito dietro.

Insieme ai brillamenti, il sole ha espulso diverse espulsioni di massa coronale (CME), colossali bolle di plasma e particelle cariche che viaggiano nello spazio a oltre 1.500 chilometri al secondo. Più di cinque di queste tempeste di plasma si stanno dirigendo verso l’orbita terrestre, configurando uno scenario di “CME cannibale”, dove le onde d’urto più veloci tendono a fagocitare quelle più lente generate nelle ore precedenti. L’impatto di questa massa di particelle contro la magnetosfera terrestre è previsto per le prossime ore.

Il Centro di previsione meteorologica spaziale ha già emesso un’allerta per tempeste geomagnetiche di classe G1 e G2 (moderate). I sistemi di navigazione satellitare GPS e le reti elettriche ad alta latitudine subiranno fluttuazioni di tensione, ma il risvolto visivo sarà eccezionale.

In parole povere, il sole sta attraversando una fase di picco elettrico violentissima e ravvicinata. Questo massiccio bombardamento di particelle deformerà il campo magnetico terrestre, spingendo le aurore boreali molto più a sud dei confini abituali, rendendole visibili anche a medie latitudini durante il fine settimana.